Toscana
Zattarin: cinico, solido, concreto Queste le qualità del nuovo Pisa
PISA. In campo un difensore molto amato dalla tifoseria per carattere e per qualità nell’anticipo. Per il veneto Gianluca Zattarin tre stagioni a Pisa, in due periodi diversi, con la ciliegina della promozione in B nel 2007 con la squadra di Piero Braglia. In totale 78 presenze e un gol di tacco nel 2-0 con il Lecco che portò al primo posto il Pisa di D’Arrigo nella prima parte della stagione 1999-2000, chiusa con la beffa in semifinale ai playoff con il Brescello.
Anni indimenticabili, ma per Zattarin un legame ancora forte con Pisa. Prima la presenza ai festeggiamenti per 110 del Pisa e pochi giorni fa la consueta partita al Trofeo Mau Ovunque: «È bello rivedere tanti amici – dice Zattarin al termine della partita con le Vecchie Glorie al campo della Bellani, – sia in campo che tra i tifosi, per ricordare Maurizio Alberti a venti anni dalla scomparsa».
Ha seguito il Pisa di D’Angelo nella sua cavalcata vincente?
«Il Pisa è sempre nel mio cuore, è normale che lo seguo ancora con interesse. La promozione in B è strameritata. Hanno fatto un percorso incredibile. Nei playoff sono stati molto cinici, solidi e concreti. Queste doti sono state la forza della squadra di D’Angelo».
Un cammino playoff molto diverso rispetto a quello che avete vinto voi nel 2007?
«In finale partivamo svantaggiati perché a Monza avevamo perso e siamo stati bravi a ribaltarla all’Arena. Quando abbiamo vinto noi, i playoff erano diversi perché c’erano solo quattro squadre mentre nelle ultime stagioni si incrociano le squadre di tutti e tre i gironi, diventa tutto più imprevedibile».
Due squadre diverse come mentalità anche se nel girone di ritorno la squadra di D’Angelo ha iniziato a subire meno gol. Il vostro segreto era la difesa?
«Sicuramente era uno dei nostri punti di forza. Nel girone d’andata avevamo subito solo sei gol, ed eravamo una delle migliori difese d’Europa. Tenevamo anche a quel primato che ci contendevamo con la Juventus (che in quella stagione giocava in B). Una squadra che subisce poco ha più chance di ottenere dei risultati importanti».
Il Pisa di oggi cosa deve fare per consolidarsi in serie B?
«Sono scelte che deve fare la società. Hanno già dei valori importanti e una rosa ampia. Qualche innesto serve sicuramente perché la B è un campionato difficile, ma inoltre si presentano già con un valore aggiunto come il pubblico pisano. La tifoseria è incredibile e nei momenti di difficoltà dà sempre una mano alla squadra».
Qualche anno fa è andato davvero vicino al ritorno a Pisa come allenatore?
«C’è stata qualche chiacchiera, ma alla fine le cose non si sono concretizzate. Sarei tornato con grande piacere».
Ora dove allena?
«Ho concluso il campionato con il Delta Porto Tolle in D (quinto posto nel girone C), ma per la prossima stagione non ho ancora preso decisioni». —
Andrea Chiavacci
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