Il dolore
Gori, Marin e i loro compari under soltanto sulla carta
Notevole maturazione dei giovani titolari che sono stati al passo dei più esperti Tra gli over una fascia da capitano divisa per due e tanto lavoro “sporco”
PISA. La vittoria di Trieste è il degno coronamento di un percorso. Non è solo l’affermazione che ha consegnato un sospirato salto di categoria, ma la realizzazione più compiuta di tutto il lavoro che società ed allenatore hanno impostato a luglio e rifinito a gennaio.
UNDER ALLA RISCOSSA
Nella partita della vita, per scelta o per necessità, il tecnico pescarese ha schierato tutti gli under su cui aveva iniziato a lavorare lo scorso luglio, toccando con mano i progressi sotto il profilo tattico e temperamentale. Gori non ha mai giocato “da under” e ha confermato di essere una sicurezza fra i pali. Birindelli ha reagito alle difficoltà palesate nella prima finale, favorito dal cambio di modulo, che gli ha offerto il valido supporto di Meroni contro i più atletici esterni sinistri rossoalabarbati.
Due giovanissimi diventati protagonisti giornata dopo giornata soprattutto nella fase discendente della stagione. Marin è esploso nei playoff, abbinando agonismo e nervi saldi. A Trieste si è riscoperto persino esterno, a sinistra e a destra, perfetto in copertura e in fase di spinta. A valorizzare ul suo traversone per il 2–1 di Marconi è stato Buschiazzo, rispolverato in corso d’opera nella partita decisiva, sfoderando una prova vigorosa. Brignani è stato chiamato in causa addirittura nei tempi supplementari e non si è scansato quando il pallone scottava.
davide MOSCARDELLI
E GLI ALTRI CAPITANI
Il titolare della fascia non è sceso in campo a Trieste, ma aveva già firmato una rete nella finale d’andata ed un’altra contro la Carrarese (10 in tutto). Una scelta sofferta ma ancora una volta indovinata da parte di D’Angelo, perché Marconi, se fosse uscito, non avrebbe potuto siglare il 2-1 e il Pisa, senza sostituzioni, sarebbe rimasto in 10 dopo l’infortunio di Buschiazzo. Il centravanti maremmano lo ha ripagato con il 12° centro in campionato, il quarto nelle ultime 3 prestazioni, brillanti anche nel servizio ai compagni.
Gucher, dopo un 2017-2018 di luci ed ombre, ha preso per mano la squadra, con grinta e classe. Benedetti, dal rientro dopo il doppio rigore causato e l’espulsione in Pisa – Pistoiese, non ha sbagliato un colpo. Poche sbavature anche per De Vitis, tirato a lustro dopo l’infortunio. Sulla trequarti talento ed anche tanto sano agonismo della premiata ditta Di Quinzio- Minesso- Masucci, disposti a tutto per il bene collettivo. Idem per Pesenti, una forza della natura che sa come farsi perdonare qualche errore sotto porta o dal dischetto. Verna, anche a dosi omeopatiche, ha fatto da trait d’union fra la promozione di oggi e quella di 3 anni fa, con la facilità di inserimento dei tempi migliori. Al momento giusto il rientro di Liotti non ha fatto rimpiangere un macinatore di chilometri come lo squalificato Lisi. Izzillo è rimasto in panchina, ma ormai ha dimostrato il proprio valore, anche a gara in corso. —
Massimo Berutto
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