Gioco
Caro mister, su di te mi ero sbagliato oggi sei diventato un vero Guerriero Pisano
La lettera aperta a Luca D’Angelo del tifosissimo Piero Pierotti, amministratore del gruppo Facebook “Io sto con il Pisa”
al condottiero
È un appassionato tifoso dei colori nerazzurri ed è uno degli amministratori del gruppo Facebook “Io sto con il Pisa”, che conta oltre 19.000 iscritti. Piero Pierotti ci ha inviato questa lettera aperta all’allenatore Luca D’Angelo che volentieri pubblichiamo integralmente.
Caro mister, sono tra quelli che possono stare sul carro dei vincitori, anche se a dire il vero per me possono salirci tutti, siamo tutti tifosi. Bene, devo ammettere alcuni miei errori di valutazione sul tuo conto e vorrei cercare di spiegarli. Ci tengo. Io ho sempre creduto nella società prima, fin dall’inizio, e in questa squadra poi, fin da quando abbiamo saputo chi l’avrebbe composta. Mi sarebbe piaciuto un centrale d’esperienza, ma questo lo ha capito anche la società (immagino insieme a te e a Gemmi) acquistando Benedetti a gennaio. Non sono tra quelli, insomma, che postavano “Se era bono un si prendeva”, “Corrado frugati!”, “Un s’arriva nemmeno ai playoff”, “Andate a lavorare”, “Aspettano lo stadio!”, eccetera eccetera. Ero sicuro del valore dei nostri ragazzi, ci avrei scommesso sopra, ma...
Quando eravamo decimi o fuori dai playoff (se ricordo bene siamo arrivati fino a quel punto, dietro anche al Pontedera), sì, a quel punto ho messo in discussione la tua conduzione tecnica unicamente per le scelte di formazione. Ma erano critiche costruttive: posso dirlo oggi che in pratica hai elaborato poi una grande formazione, la migliore che io ricordi da tanto tempo, almeno come “gruppo”, ma anche come singoli. E io avevo in testa proprio quella formazione. In pratica chiedevo nei miei post di puntare su alcuni giocatori di grande qualità che il Pisa ha avuto la capacità e l’intuito di acquistare negli ultimi due anni (Birindelli - lui ereditato dalle giovanili - e poi Gucher, De Vitis, Di Quinzio, Masucci, Marconi, Moscardelli, giocatori per me inamovibili con l’unica eccezione del “Mosca” da dosare in base alla condizione e all’età). Non credevo insomma al discorso che circolava (“Sono tutti sullo stesso piano”).
Oggi devo riconoscere che quelle tue scelte iniziali sono servite a rendere questo gruppo compatto, granitico, coraggioso, sicuro della propria forza e soprattutto convinto che anche chi giocava di rado era capace e pronto ad entrare. La prova di Buschiazzo (tanti auguri Fabrizio, di cuore!) a Trieste è stata emblematica, così come quella di Brignani pescato all’ultimo tuffo. Questo è stato il tuo merito più grande, unito a quello di saper variare modulo a seconda dell’avversario o delle esigenze del momento. Nelle due partite con la Carrarese hai dato una lezione di calcio al tanto osannato Baldini: ha fatto la figura del principiante! Sono orgoglioso che la mia squadra del cuore - l’unica! - abbia un allenatore non solo bravo tecnicamente e tatticamente (penso a Ventura, un pezzo di ghiaccio) ma soprattutto un uomo capace di emozionarsi, di commuoversi. Ho pianto in più di un momento durante e dopo la partita del trionfo a Trieste, ma sono scoppiato in un pianto a dirotto quando ho visto piangere te. Mi sono venuti ancora i brividi l’altra sera, all’Arena, quando hai preso, impacciato, il microfono in mano... Un uomo che manifesta le sue emozioni è un uomo vero! Da oggi, ti posso assicurare, sarai anche tu un altro nostro Guerriero Pisano. —
Piero Pierotti
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