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Gionatha Spinesi, doppio ex «Il mio cuore batte per il Pisa»

Massimo Berutto
Gionatha Spinesi, doppio ex «Il mio cuore batte per il Pisa»

«Per me sarebbe il massimo se fosse promosso in B insieme al Catania Ad Arezzo ho ottimi ricordi, fu un anno bellissimo. Ma al cuore non si comanda»

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PISA. Non una, ma ben tre porzioni del passato calcistico di Gionatha Spinesi sono in corsa per conquistare i due posti in serie B messi a disposizione dai playoff. L’ex centravanti nerazzurro, originario del quartiere I Passi, ha giocato e vissuto a lungo a Catania, dove è approdato dopo una stagione a suon di gol nell’Arezzo (2004-05).

Spinesi, nessuno più di lei è un attento ed interessato osservatore dei playoff...

«Il mio cuore batte per il Pisa. Se dovesse essere promosso anche il Catania, sarebbe il massimo».

Quali sono le possibilità dei nerazzurri?

«Il Pisa aveva una buona rosa già a settembre, ma non era ancora una squadra. Nel girone di ritorno, anche grazie agli innesti invernali, il fatto di aver realizzato più punti fra tutte le formazioni dei 3 gironi di C fa comprendere come il Pisa conosca i propri limiti e pregi. Sa quando può far male all’avversario, ma forse non quando può farsi male. È una squadra propensa a giocare. Se si mette in difesa rischia di subire. Adesso è concentrata sull’obiettivo di andare in B, insieme alle altre favorite Catania e Piacenza. Ma anche da favorite non è mai facile salire di categoria».

Come ha salutato la notizia che il Pisa non affronterà Catania e Piacenza neppure nell’eventuale finale?

«Il Pisa può battere chiunque se gioca come sta facendo, ma evitare due grandi squadre è sicuramente un vantaggio. Comunque Triestina e Feralpisalò giocano bene e hanno meno da perdere rispetto al Catania o al Pisa».

Intanto c’è da superare l’Arezzo: che squadra è quella amaranto?

«Una formazione che è andata bene negli ultimi 2-3 mesi di campionato e che ha continuato alla grande nei playoff. È in salute, fisicamente e mentalmente. Non è un caso aver battuto la Viterbese anche in trasferta. Come il Pisa l’Arezzo è una squadra che si gioca la partita in casa e fuori. Mi aspetto due belle gare. Spero che, per merito, ma se serve anche con un pizzico di fortuna, a passare il turno sia il Pisa».

Com’è stata la sua esperienza amaranto?

«Ad Arezzo ho giocato un anno, bellissimo per me, che ripresi dopo 5 mesi di inattività seguiti alla fine della mia permanenza al Bari. Ci salvammo in B e io vinsi il titolo di capocannoniere. Ad Arezzo io e mia moglie ci trovammo bene e concepimmo mia figlia. Io comunque tifo per il Pisa. Al cuore non si comanda».

Nell’Arezzo Brunori Sandri è molto temibile...

«L’attaccante conta, ma anche Van Basten potrebbe far poco se la squadra non lo supportasse. L’Arezzo sta bene e non ha nulla da perdere. Sa di avere lo svantaggio legato alla classifica e proverà a vincere la prima partita. Il Pisa non sarà da meno». —

Massimo Berutto

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