Il dolore
Piero Camilli: l’aggressione è tutta una montatura
arezzo. Dopo la squalifica di 5 anni comminata al vicepresidente della Viterbese Luciano Camilli, che il giudice sportivo ha riconosciuto colpevole di aver aggredito con un pugno il presidente dell'Arezzo Giorgio La Cava, il club laziale passa al contrattacco. Ecco cosa dichiara il patron Piero Camilli a lamiacittanews.it: «Quello che è accaduto ci allontana definitivamente da questo mondo, da questo calcio. È stata una montatura vergognosa e squallida, e noi dobbiamo passare per quelli che non siamo? E' stato dato credito a La Cava, che cercava il suo momento di gloria e ha recitato il ruolo della vittima. Noi non ci stiamo e, da privati cittadini, quereliamo per calunnia questo signore e chi ha dato per buona la sua versione. Ora, basta davvero! Ma è ancora sport, questo?».
Del tutto differente la versione di Giorgio La Cava, riportata dal Corriere di Arezzo: «Mi hanno dato dieci giorni di prognosi, mi avevano detto che mercoledì era meglio se dormivo in ospedale, ma io avevo da fare e sono uscito». Con una lista di sintomi che se si fossero presentati, sarebbe dovuto tornare in ospedale. «Per fortuna, per ora, sto bene», dice ancora La Cava.
«Ora ho novanta giorni di tempo - dice La Cava - nei quali deciderò se passare anche io per vie legali oppure no. Quello che mi dispiace di più è non avere potuto vedere la partita».
Il giudice sportivo ha dato pieno credito alla versione di La Cava, in base ai referti del procuratore federale e del commissario di campo; i sanitari in servizio presso l'impianto furono avvisati dal delegato di Lega. —
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