Sicurezza
D’Angelo-Baldini, derby al peperoncino anche dopo la fine del doppio match
Il tecnico della Carrarese: «Se vuole posso spiegarmi meglio a quattr’occhi». Il nerazzurro: «Conta il campo»
PISA. «Le partite si vincono sul rettangolo verde, non con le parole». Il dopo Pisa-Carrarese è il momento per Luca D’Angelo di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, soprattutto nei confronti del collega Silvio Baldini e di rispondere ad alcune dichiarazioni un po’ troppo spavalde da parte di qualche dirigente gialloblù prima della doppia sfida dei playoff. Il pomo della discordia con Baldini riguarda una frase pronunciata dal tecnico giallazzurro al termine della gara di andata sull’esterno nerazzurro Francesco Lisi, che con il suo ingresso in campo aveva di fatto cambiato il volto alla gara dello stadio Dei Marmi con il Pisa sotto di due reti. «Lisi è un giocatore bravo – disse Baldini –- Quando è entrato ha fatto bene, pensavo giocasse dall’inizio. Io però rispetto tutte le scelte dei miei colleghi, a me interessa solo la Carrarese».
La frase ha fatto saltare la mosca al naso di D’Angelo che una volta ottenuta la qualificazione si è lasciato andare nella sala stampa dell’Arena: «Ho sentito Baldini parlare delle mie scelte, del fatto che Lisi non avesse giocato dall’inizio domenica scorsa. Si faccia assumere da Corrado se è più bravo di me, non so dove trova il tempo per allenare due squadre. A noi non interessa niente di cosa fanno loro, pensiamo solo a noi stessi». D’Angelo poi ha pungolato di nuovo i rivali: «Le partite si vincono in mezzo al campo e il giudice è il terreno di gioco. Ho sentito dire troppi vinciamo, andiamo a vincere a Pisa. Le partite non si vincono con le parole ma con i fatti. Il 2-1 in nostro favore è un punteggio anche troppo basso per quanto espresso in campo».
Non si è fatta tardare la replica di Baldini che ieri pomeriggio ha risposto al collega: «Non ho mai avuto bisogno di andare dai presidenti, anzi sono loro che cercano me. Probabilmente non ha compreso l’italiano, ma se vuole posso spiegarmi meglio a quattr’occhi».
Baldini a fine gara aveva evidenziato i meriti del Pisa: «Il Pisa ha meritato di passare il turno con un pubblico delle grandi occasioni e gli auguro di andare in B».
Il dg della Carrarese, portiere nerazzurro nella stagione 1992-93, Gianluca Berti ha replicato sul sito Tuttomercatoweb: «Le parole di D’Angelo sono evidentemente fuori luogo e gratuite, probabilmente dettate dalla tensione di una sfida a cui non è abituato rispetto per esempio a certi standard raggiunti in carriera da mister Silvio Baldini». Berti prosegue con ironia: «Mi sento di tranquillizzare l’allenatore del Pisa che Silvio Baldini non ha nessuna necessità di proporsi al presidente Giuseppe Corrado perché Carrara è a casa sua, idolatrato dalla tifoseria e stimato dalla propria e dirigenza. Baldini rimarrà a Carrara per riprendere il percorso interrotto questa stagione al terzo turno playoff».
C’era stata un po’ di tensione anche in campo tra le due squadre e qualche scontro di gioco sopra le righe, ma in questo i due allenatori avevano derubricato il tutto a normali contrasti di gioco. «Da giocatore in campo le davo e le prendevo – aveva detto D’Angelo poco prima dello sfogo. – Ma dopo il novantesimo si stringe la mano all’avversario e si dimentica tutto». Lo stesso D’Angelo non aveva infierito su Biasci dopo la gomitata che era costata otto punti a Benedetti all’alba della gara di andata: «Biasci non è saltato per far male, però il gomito era alto e Benedetti ha riportato una ferita alla testa. Un giallo ci stava». Mentre per molti il fallo non sanzionato da Miele meritava il rosso diretto, come da regolamento.
D’Angelo e Baldini al di là delle polemiche si sono confermati due allenatori sanguigni e schietti, ma soprattutto bravi ad offrire un ottimo calcio in queste categorie pur partendo da principi di gioco diversi. Probabilmente un punto su cui andranno d’accordo i due allenatori esiste, ovvero il giudizio su come la Lega Pro ha liquidato il caso Pro Piacenza. Il Pisa si era visto annullare il 3-1 conquistato sul campo a ottobre contro una formazione all’epoca molto competitiva. D’Angelo già tre mesi fa aveva alzato la voce parlando di campionato falsato e chiedendo proprio a Baldini e ad altri colleghi penalizzati dalla sentenza che escludeva gli emiliani dal campionato di farsi sentire.
Il tecnico apuano è tornato sull’argomento proprio dopo l’eliminazione patita a Pisa: «Sul campo abbiamo fatto 65 punti se contiamo il 5-0 al Pro Piacenza. Questo ci avrebbe permesso di chiudere al quarto posto e non al settimo». Ma adesso per il Pisa, dopo aver vinto con pieno merito sul campo, chiudere il capitolo Carrarese e pensare solo alla semifinale con l’Arezzo. —
Andrea ChiavacciI
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