Lutto
Minesso, lo “Special 11” che si porta a casa il pallone
La tripletta messa a segno contro il Novara è la prima nella sua carriera e il coronamento di un girone di ritorno straordinario per tutta la squadra
PISA. Dopo aver esultato insieme a tutta la squadra, Mattia Minesso torna in campo e si avvicina alla porta. Cerca quel pallone che ha messo tre volte alle spalle di Benedettini. Lo trova, lo prende e se lo porta a casa, come si faceva da ragazzini. La gioia è grande perché per Mattia Minesso è la prima tripletta tra i professionisti. Una gioia immortalata negli spogliatoi assieme al fedele amico pallone e che ha fatto il giro dei social. Una gioia che il trequartista nerazzurro si porterà nel cuore per tanto tempo. La corsa sotto la nord dopo il terzo gol e tutto il pubblico che scandisce il tuo nome non sono certo emozioni da poco.
Una gioia che prima di lui avevano provato Umberto Eusepi, in campo da avversario sabato scorso, contro il Varese nella Coppa Italia 2017-2018 e Lores Varela in semifinale playoff 2016 contro il Pordenone. C’è la poesia, ma soprattutto c’è la sostanza. Dal suo arrivo a gennaio Minesso è stata l’arma in più per lanciare gli attaccanti a rete e cambiare il tema tattico dei nerazzurri che sfatano definitivamente il tabù di giocare con il trequartista, un ruolo che per molti esteti del calcio è considerato obsoleto.
Il biglietto da visita di Minesso è un gol direttamente da calcio d’angolo contro il Siena, l’unico prima dell’hat trick contro il Novara. Nel mezzo però ci sono prestazioni di alto livello e assist preziosi come quello che porta al gol di Pesenti in casa della Pro Vercelli e a quello di Izzillo con la Carrarese, nella gara più bella dell’anno.
Anche se i moduli sono importanti la differenza nel calcio la fanno i giocatori tecnici, e questo D’Angelo lo sa bene. Minesso porta tanti pericoli anche sui calci d’angolo e sulle punizioni. Minesso diventa un’arma in più sulle palle inattive, visto che il Pisa sulle palle inattive aveva già a disposizione specialisti come Gucher, Di Quinzio e Liotti. Tra le migliori partite di Minesso spicca quella in casa nel recupero con la Pro Vercelli, successo fondamentale per la rincorsa al terzo posto finale, dove dà la scossa alla gara procurando l’autorete di Milesi con un cross pericoloso dalla destra, mostrando di trovarsi a suo agio su entrambe le fasce e non solo a metà strada tra centrocampo e attacco.
C’è la poesia, c’è la sostanza, ma c’è pure il carattere. Come sottolineato da D’Angelo alla vigilia della gara con il Novara Minesso è uno che non molla mai. Lo ha dimostrato, lui che è abituato a partire titolare, in quei pochi minuti in cui è subentrato a Masucci a Busto Arsizio dove si è subito calato nello spirito di una squadra pronta a non concedere niente per difendere la vittoria.
Il Pisa ha rincorso fortemente Minesso già dalla scorsa estate, poi il 29enne nativo di Cittadella e reduce da due grandi stagioni con il Bassano ha deciso di tentare una nuova avventura in B con il Padova. Infine a gennaio il Pisa gli mette sul piatto un contratto fino al 2021 e la prospettiva di costruire qualcosa di grande. Il sì è stato immediato come il feeling tra lui e una squadra che da quel momento non ha sbagliato un colpo. —
Andrea Chiavacci
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