Gioco
Arena Garibaldi, 2002: il piccolo Leo Messi incanta al “Maestrelli” e il Barcellona lo tessera
L'argentino gioca un grande torneo e trascina il Barcellona alla finalissima contro il Parma proprio nello stadio pisano dopo aver eliminato Ajax e Juventus
PISA. «Messi parte lo stessooooo! 3-0 e 600 gol in maglia blaugrana». Il racconto di Riccardo Trevisani dell’ultima prodezza firmata dal mancino di Lionel Messi, nella semifinale di andata di Champions League contro il Liverpool (martedì 7 il ritorno ad Anfield Road), è ormai uno dei video più cliccati su Internet. Lele Adani che in sottofondo decanta le doti di quello che più volte ha definito il dio del calcio. Con tanti saluti a Cristiano Ronaldo che vedete in questa pagina con l’argentino, mentre in alto trovate Messi con Ibrahimovic. E le altre due foto... sono pisane, ovvero sono due frame di un video girato all’Arena e facilmente reperibile su Youtube (guardalo in fondo a questa pagina).
Una parabola, quella di Messi con la maglia blaugrana, iniziata 17 anni fa proprio a Pisa. Nel marzo del 2002 il piccolo Leo non ha ancora compiuto 15 anni ed è un prodotto della cantera del Newell’s Old Boys. Il Newell’s è una delle due squadre di Rosario, l’altra è l’odiato Rosario Central, quella per cui Leo fa il tifo da quando sogna di percorrere le orme calcistiche di Diego Armando Maradona che a fine carriera vestirà la maglia rossonera. Correva l’anno 1994.
A 8 anni Leo Messi entra a far parte delle “cebollitas” del Newell’s dove mostra fin da subito grandi doti nel dribbling e nel tiro. Il fisico di Leo appare molto esile e la statura minuscola. Il grande salto arriva nel 2002 quando il Barcellona, altra squadra dove ha giocato Maradona, vuol vedere se questo minuscolo ragazzino è davvero così forte e lo porta in prova al prestigioso trofeo Maestrelli Under 15 che si gioca in Italia.
Ci sono ancora dubbi sulla sua forza fisica, ma i dirigenti spagnoli credono in lui e Leo va in campo con un numero non certo banale. Per Leo c’è il 14 di Johan Cruijff, profeta del calcio spettacolo prima all’Ajax e poi al Barcellona dove da allenatore vincerà la prima Coppa dei Campioni del club catalano.
Leo gioca un grande torneo e trascina il Barcellona alla finalissima contro il Parma proprio all’Arena Garibaldi dopo aver eliminato Ajax e Juventus. In squadra con lui c’è l’attuale compagno di mille vittorie Gerard Piquè, mentre il capitano è il centrocampista Cesc Fabregas (ora al Monaco). Con il 14 Leo incanta e fa girare la testa ai malcapitati difensori gialloblù. Un assist vincente, poi un dribbling dietro l’altro, un cross più preciso dell’altro partendo spesso dalla sinistra. Quei pochi spettatori nel deserto dell’Arena avranno sicuramente notato le doti di quel ragazzino, che è decisivo nel 2-0 in favore del Barca. A fine partita Messi viene premiato dall’assessore allo sport Fabiana Angiolini come miglior giocatore del torneo. E quella sera i dirigenti del Barcellona comunicano a Messi che entrerà a far parte in pianta stabile della cantera blaugrana. Il piccolo Leo telefona commosso a mamma Celia e papà Jorge, rimasti a Rosario, per dar loro la bella notizia. Nasce così il mito del giocatore più famoso del nuovo millennio.
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