Il Tirreno

Pisa

Pontedera, i numeri horror dell’attacco Senza gol i playoff rimangono un sogno

Tommaso Silvi
Pontedera, i numeri horror dell’attacco Senza gol i playoff rimangono un sogno

Tommasini e Pinzauti hanno segnato meno di 15 reti in due, scarso il contributo realizzativo degli interni di centrocampo 

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PONTEDERA. È tutta una questione di gol. Le lacrime di Caponi e compagni al termine della disfatta di Lucca, nel sabato in cui il Pontedera ha salutato la possibilità di disputare i playoff, obiettivo che fino a poche settimane fa sembrava più che sicuro, sono un ricordo ancora fresco, e doloroso, nella mente del popolo granata. Delusione e incredulità: sono queste le emozioni che affollano l’anima dei tifosi del Pontedera. I punti di vista si accavallano, le reazioni si dividono: c’è chi punta il dito contro la squadra per la sola vittoria nelle ultime sette gare di campionato, e chi invece la applaude nonostante tutto. Giornate nere come quella del Porta Elisa portano a mille pensieri e altrettante domande. E allora meglio analizzare i numeri. Quelli più facili, ma anche più importanti. Quelli che parlano dei gol segnati. Ed ecco che emerge uno dei motivi, se non quello principale, per cui i granata non sono riusciti a mantenere la decima posizione. O almeno il “perché” è giusto che i playoff siano toccati a qualcun altro.

CIFRE DA BRIVIDO

Partiamo dal dato generale. Il Pontedera ha chiuso la stagione con 30 reti segnate sul campo, togliendo le 3 assegnate dalla Lega in virtù del 3-0 a tavolino col Pro Piacenza nel match di ritorno. E togliendo anche le due realizzate all’andata, vinta 2-1 al Mannucci grazie al bis di Pinzauti. L’attacco granata è il terzo peggiore del girone A. Hanno segnato meno soltanto Cuneo (26) e Arzachena (25). I granata, quindi, hanno concluso il campionato con una media di 0.83 gol a partita. Troppo poco per entrare nell’olimpo delle formazioni che vanno a giocarsi la serie B agli spareggi. Nel girone di ritorno, soltanto in due occasioni i granata hanno segnato più di una rete nella stessa partita. È accaduto contro Siena e Albissola, rispettivamente alla terza e quarta giornata della seconda parte di campionato. Non sono mai arrivati due gol nella solita gara, invece, nelle ultime quattordici partite del Pontedera. Numeri che evidenziano meglio di ogni discorso la crisi del pacchetto avanzato del Pontedera. E non è una questione di gioco, perché la squadra di Maraia ha offerto quasi sempre buone prestazioni. È un fatto di uomini. Al Pontedera è mancato un bomber. E le conseguenze sono matematicamente evidenti. Pressing, belle trame in ripartenza, ma zero assoluto negli ultimi sedici metri.

PUNTE SPUNTATE

Già, un bomber. Quello che avrebbe potuto fare la differenza tra una bella stagione e un’annata storica. Il Pontedera di Maraia, per l’intensità e le geometrie mostrate, se avesse avuto un rapace d’area di rigore sarebbe stata davvero una super mina vagante. D’altronde lo aveva detto al Tirreno, alcune settimane fa, anche Alessandro Caponi, padre di capitan Andrea e vecchia gloria granata: «Con un giocatore da 15-20 gol il Pontedera avrebbe puntato alle prime 4-5 posizioni». Il problema è che i due attaccanti del Pontedera, Tommasini e Pinzauti, 15 reti non le hanno totalizzate neppure insieme. Solo 7 gol per Tommasini, addirittura 4 per Pinzauti, che sarebbero 6 se si considerano le due segnate al Pro Piacenza.Prendendo solo questo dato, relativo ai gol delle punte, viene da dire che è quasi un miracolo che il Pontedera si sia salvato. Altro che playoff. All’apertura dello scorso mercato invernale i granata viaggiavano nell’alta classifica, c’erano addirittura prospettive di piazzamento nelle prime 6-7 posizioni, ma la società, e il direttore generale Paolo Giovannini, hanno deciso di non snaturare la politica societaria - che punta sulla valorizzazione dei giovani e sui costi ridotti - non intervenendo per acquistare un attaccante “di categoria”. Detto ciò, Gettare la croce addosso a Tommasini e Pinzauti non è giusto e sarebbe ingeneroso. Tutti e due hanno dimostrato attaccamento, professionalità e dedizione al sacrificio. Bravi, al di là di tutto.

E IL CENTROCAMPO?

Eccezion fatta per Caponi, che con 5 gol segnati ha sigillatola sua miglior stagione di sempre a livello realizzativo, il centrocampo non ha compensato in alcun modo la carenza di gol degli attaccanti. Se è vero che il 3-5-2 di Maraia vive degli inserimenti dei cosiddetti “braccetti” di centrocampo, vale a dire i due che assistono il capitano nella zona mediana, è altrettanto vero che le incursioni non hanno fruttato. Un solo gol per Serena, nel 3-3 al Mannucci con la Lucchese, nessuna rete per La Vigna, piuttosto insolito per uno che porta la maglia numero 10, e due gol per Calcagni, entrambi decisivi: contro l’Olbia, nella vittoria interna per 2-1, e con la Juventus Under 23, nel successo 1-0 al Mannucci. I numeri, dunque parlano. E in questo caso dicono che per andare ai playoff il Pontedera ha fatto - e soprattutto segnato - troppo poco.

Tommaso Silvi

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