Cuneo, Pistoiese e Alessandria tre suicidi all’Ettore Mannucci
Carattere, malizia e concretezza: nei tre impegni casalinghi gli uomini di Ivan Maraia avrebbero potuto chiudere il discorso spareggi per la serie B
PONTEDERA. Cuneo, Pistoiese e Alessandria. Tre partite in casa. Tre occasioni per mettere la parola fine alla corsa playoff e blindare il decimo posto. Tre chance gettate al vento dal Pontedera. Per capire come mai i granata non sono riusciti ad accedere agli spareggi per la serie B, è sufficiente analizzare questi tre incontri .
Col Cuneo, dopo essere passato in vantaggio, il Pontedera si è fatto rimontare all’ultimo minuto dopo aver concesso il fianco all’avversario per lunghi tratti della partita. Con la Pistoiese, invece, arrivata al Mannucci con la quasi certezza di aver agguantato la permanenza in categoria, i granata non sono riusciti ad andare oltre lo 0-0, rimanendo impantanati in un groviglio tattico ben orchestrato da Asta, tecnico degli orange. E poi la disfatta con l’Alessandria: una partita che il Pontedera stava vincendo nonostante un primo tempo tutt’altro che brillante, e che ha gettato al vento nella ripresa mostrando fragilità, soprattutto psicologica. E fallendo un rigore con Mannini. La testa. Anche questo è un fattore che ha determinato l’esclusione del Pontedera dalle prime dieci squadre del campionato. In troppi frangenti è mancato il carattere per portare in fondo le partite, la grinta necessaria a spegnere sul nascere ogni speranza di rimonta dell’avversario. Colpa della gioventù della rosa? Può darsi. Quasi sicuramente sì. E qui spunta un altro tema. Sul campo si sono fatti valere, mostrando buone cose e ampi margini di crescita, ma a livello caratteriale, forse, i giovani di quest’anno, nel Pontedera, non sono riusciti a salire qualche gradino nella scala della “malizia”. Tradotto: belli, ma spesso e volentieri calcisticamente ingenui. —
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