Il Tirreno

Pisa

il doppio ex 

Colombini: D’Angelo e il mercato hanno fatto fare il salto di qualità

Andrea Chiavacci

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PISA. Sei anni a Novara dal 2000 al 2006 con una promozione in C1, due stagioni a Pisa con una finale playoff persa a Latina, dove ha parato anche un rigore, lui che di professione è stato un difensore. Oggi Francesco Colombini è l’allenatore del Ponsacco in corsa per la promozione in C, ma anche opinionista Tv a “Il Nerazzurro” di 50 Canale. Domani all’Arena Garibaldi si affrontano le sue due ex squadre.

Partiamo dal Pisa: quanto è importante aver rinnovato il contratto a D’Angelo prima dei playoff?

«La società ha dato un segnale forte. A D’Angelo e al suo staff vanno solo fatti i complimenti per quanto fatto finora. Il rinnovo è meritato».

Qual è il segreto di una squadra capace di fare 15 risultati utili di fila?

«D’Angelo è riuscito a creare un gruppo molto unito fin da subito. Il mercato di gennaio ha portato giocatori di alto livello, ma l’allenatore ci ha messo del suo. Ad esempio il passaggio al 4-3-1-2 ha permesso di fare alla squadra un salto in avanti sul piano del gioco e di avere maggiore equilibrio».

Che partita si attende?

«Il Novara in attesa dei playoff non ha molto da chiedere al campionato mentre per il Pisa è importante vincere per diventare la migliore terza in assoluto. Non sarebbe un vantaggio da poco nelle gare di andata e ritorno».

Novara delusione del campionato?

«Assolutamente sì. Avevano tutte le carte in regola per stare nelle prime posizioni. Non conosco bene la situazione, ma dispiace perché Novara è una realtà seria e merita un altro tipo di performance».

Il Pisa dovrà fare attenzione agli ex, Eusepi in testa?

«I nerazzurri dovranno pensare per prima cosa a se stessi. L’importante è approcciarla nel modo giusto fin dall’inizio, cosa che è avvenuta spesso in questo girone di ritorno».

Per il Pisa sarà fondamentale recuperare al meglio gli infortunati?

«La chiave di lettura per i playoff è quella di arrivarci con questo spirito. Chi è sceso in campo finora non ha fatto rimpiangere gli infortunati».

Novara e Pisa sono state le squadre più importanti della sua carriera?

«A queste voglio aggiungere Taranto. Pisa è la mia città, la squadra per cui ho sempre tifato e con cui ho giocato verso la fine della carriera. Novara mi ha accolto che ero un ragazzo e sono stato molto bene. La soddisfazione più bella è stata la promozione in C1 nel 2003».

Ora Colombini guarda al presente e al suo Ponsacco che domenica si gioca il primo posto in casa contro la Sangiovannese, ma dovrà attendere il risultato della Pianese, che è avanti di un punto, sul campo di Seravezza. «I tifosi stanno rispondendo bene con la prevendita, ma non mi sorprende perché Ponsacco è una piazza molto attaccata alla squadra – spiega Colombini. – Noi dobbiamo pensare a vincere per non avere nessun rimpianto dopo il novantesimo».

Come è stata fin qui questa prima esperienza da allenatore?

«Molto tosta, mi ha forgiato tantissimo». —

Andrea Chiavacci

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