Gioco
Pisa, è una serie fantastica Anche la Pro Patria si inchina
Nerazzurri, grinta da vendere: Masucci e Birindelli ribaltano il vantaggio iniziale dei lombardi, terzo posto solitario
busto arsizio. Il calcio è fatto di tante cose. Alcune ovvie come le emozioni in campo nei novanta e passa minuti di gara, altre quasi arcane ed esoteriche come gli allenamenti blindati, la pretattica. Altre ancora - le più belle, forse - sono quelle di contorno. Ieri mattina, alla partenza dei pullman dei tifosi, dal Club Autonomo scrivevano: «Forza Pisa sempre. Anche oggi dieta. 7 teglie di pasta al forno e dolci che non mancano mai. Naturalmente non poteva mancare il vino», con foto dimostrative. Su quello e su tutti gli altri pullman un’atmosfera di festa, che poi allo stadio Speroni si è tradotta in un incitamento continuo e ben più rumoroso di quello dei padroni di casa: in quattrocento hanno incitato la squadra con i cori, le bandiere e lo striscione “Lottiamo ancora” dei gruppi della Nord.
E la squadra li ha ripagati con una nuova vittoria, la quinta consecutiva fuori casa. Che porta a 15 le gare utili di fila. Pensate: i tigrotti biancoblù non perdevano sul terreno amico da ottobre.
terzo posto assoluto?
Sono stati Masucci e Birindelli a ribaltare il risultato dopo il vantaggio iniziale dei lombardi firmato dall’ottimo Bertoni, ma tutta la squadra si è espressa su buoni livelli.
La vittoria di ieri riporta i nerazzurri al terzo posto e garantisce aritmeticamente almeno il quarto, a 90’ dalla fine della regular season che si concluderà sabato prossimo (alle 16.30 Pisa-Novara): contro i piemontesi basterà anche un pareggio per mantenere la posizione attuale, che dà diritto di saltare i primi due turni degli spareggi. Oggi l’attenzione si sposterà al girone C: se il Catania non dovesse battere fuori casa la Cavese, i nerazzurri torneranno in vantaggio nella corsa per la migliore terza assoluta.
la partita
Mettendosi a specchio con gli avversari, D’Angelo torna al 3-5-2: dentro Brignani, quindi, e fuori Minesso. Una grossa novità arriva dalla panchina, dove siede fra gli altri l’esterno difensivo Tommaso Fischer: gioca negli Allievi perché non ha ancora compiuto 16 anni. Nato l’11 maggio 2003, è uno dei gioiellini delle giovanili nerazzurre, e da molti anni non ricordiamo un ragazzo così giovane convocato in prima squadra. Oltretutto ha protato fortuna, il che non guasta.
Con la mediana ingolfata, entrambe le squadre pungono sugli esterni: in casa nerazzurra sia Birindelli che Lisi viaggiano a mille.
Dopo un paio di occasioni per parte - tiri dal limite per i locali, un bel destro lungolinea di De Vitis e un mischione sotto porta per il Pisa - è la Pro Patria a passare improvvisamente, al 41’: un cross teso di Mora dal lato corto dell’area sulla destra viene respinto corto dalla difesa, e poco fuori area irrompe Bertoni che spara un missile appena sotto la traversa. Per il Pisa è una doccia gelata, ma di quelle che svegliano, non di quelle che fanno venire la polmonite: tanta rabbia, palla al centro, Izzillo la rimette dall’out destro verso il limite dell’area dove Lisi controlla (con un sospetto tocco di braccio) e arriva davanti al portiere; Lombardoni lo mura ma sul palline vagante a pochi metri dalla porta si fionda Masucci per l’1-1.
Nella ripresa entrambe le squadre vogliono vincere: al 7’ Mora quasi dal fondo da destra colpisce il palo e la palla torna in mano a Gori; al 14’ risponde Masucci con una bellissima traversa allungandoil piede in tuffo su una sponda di Pesenti appena antrato.
Si vede che il Pisa è più cattivo nei momenti salienti. E a metà del tempo i nerazzurri piazzano il colpo vincente. Su appoggio di Pesenti, Birindelli si accentra da destra e prova il colpacci di sinistro vedendo Tornaghi un po’ fuori dai pali: 90% bravura, 10% fortuna, fatto sta che il pallone si alza e poi riscende infilandosi nel sette alla destra del portiere dopo averlo scavalcato.
Da lì in poi, complici anche i cambi, il Pisa amministra, nel finale chiede anche un rosso per un fallo di Battistini su Pesenti che lo aveva superato per andare verso la porta, ma vere occasioni da gol non ce ne sono. A fine gara si accende un po’ di nervosismo in tribuna, quando l’esultanza di Giuseppe Corrado risulta indigesta a qualche sostenitore biancoblù. Ma un presidente ha il diritto di essere felice se la sua squadra vince fuori. —
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