Sicurezza
«Dodici anni fa a Busto un brutto ko Fu l’addio al primo posto, ma poi...»
PISA. Dodici anni fa era in campo con la maglia gialla da trasferta numero due a Busto, dove il Pisa gettò al vento il campionato prima di rifarsi alla grande ai playoff, oggi spera nella rivincita mentre cerca di salvare la Sangiovannese dalla retrocessione in Eccellenza. Simone Calori a 38 anni si diverte ancora a giocare in difesa ed è sempre molto legato ai colori nerazzurri.
«Ho deciso di chiudere la carriera vicino casa grazie alla chiamata di un altro ex nerazzurro, ovvero il diesse Simone Caleri che a Pisa ha vinto un campionato di D nel 2009-2010 – spiega Calori. – Non potevo dire di no. Lo scorso anno siamo arrivati ai playoff ma quest’anno dobbiamo sudarci la salvezza. Gioco meno ma cerco di aiutare il mister e i compagni meno esperti».
Il Pisa torna a Busto Arsizio esattamente a 12 anni da quella sconfitta per 4-2...
«Fu una sconfitta inaspettata e rocambolesca. Ci è costata il campionato ma non ci ha steso del tutto. I tifosi inizialmente erano arrabbiati e delusi come noi, ma ricordo che già con il Pavia ci accompagnarono dall’albergo fino allo stadio. Sono stati fantastici. Quella sconfitta ci ha dato una rabbia maggiore per vincere i playoff».
Eravate una squadra che forse doveva calmare i tifosi e non il contrario?
«Sì eravamo proprio così. Una pazzia sana, Braglia per primo sapeva come caricare le partite e creare l’atmosfera giusta quando ci vedeva in difficoltà. Avevamo anche grande qualità a cominciare da Ferrigno».
Quel giorno a Busto cosa è mancato rispetto al solito Pisa di quella stagione?
«Vincevamo due a zero dopo pochi minuti con doppietta di Biancone, poi ci siamo bloccati nonostante la doppia superiorità numerica. Va detto che avevamo tante assenze pesanti e abbiamo fatto errori grossolani. Tutti volevamo vincere quel giorno, fu un dispiacere enorme. Ma mentalmente eravamo una squadra vincente, non la migliore, ma quella con la mentalità più forte».
Sarà una partita decisiva quella di oggi?
«Non credo proprio. Noi ci giocavamo il primo posto, il Pisa di oggi il terzo. La posizione è importante per la griglia playoff, ma non decisiva. I nerazzurri sono stati bravi a cambiare marcia nel girone di ritorno. Devono restare concentrati per le partite da dentro o fuori. I 15 risultati utili di fila non sono arrivati per caso e hanno portato grande morale».
Ci può essere un Ceravolo in questo Pisa?
«Magari c’è e non lo sanno ancora. Fabio allora aveva 20 anni e oggi è in A, ma quando arrivò da noi a gennaio era sempre triste perché giocava poco. È stata la squadra a tenerlo sempre sulla corda e metterlo nelle condizioni giuste per far bene nei playoff. Un altro come lui era Buzzegoli, che ci ha risolto la partita con la Sangiovannese al 93’».
Siete due squadre simili?
«Non è giusto fare paragoni, ma vedo grande unità, Il video dell’esultanza dopo la vittoria ad Albissola è stato molto bello. Si vede che la squadra crede tantissimo nei propri mezzi ed ha entusiasmo». — A.C.
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