Il Tirreno

Pisa

dopo il giro di boa 

Due derby casalinghi hanno frenato la grande rincorsa di D’Angelo

– Andrea Chiavacci

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PISA. Nel grande girone di ritorno del Pisa è mancata solo la ciliegina sulla torta di vincere contro due squadre che storicamente vendono cara la pelle all’Arena. Lo 0-0 con il Pontedera ricorda per certi versi quello con la Lucchese del pisano Giancarlo Favarin. Due partite sofferte dove gli avversari hanno creato più occasioni ma che alla fine poteva vincere anche il Pisa. Il match point con i rossoneri lo fallisce Moscardelli calciando addosso a Falcone una specie di rigore in movimento, contro i granata il rigore vero e proprio lo calcia a lato Pesenti dopo che Buschiazzo aveva conquistato il penalty nell’ultima azione della gara.

Le similitudini non si fermano qui. I nerazzurri giovedì hanno sofferto tantissimo a centrocampo i raddoppi di marcature degli avversari e faticato a creare gioco attraverso il palleggio. Gucher, decisivo con due salvataggi sulla linea, ha faticato tantissimo in fase di costruzione ed è stato costretto spesso al lancio lungo e Minesso in pratica è stato reso inoffensivo dalla gabbia granata. Nella fatica del centrocampo si nota l’assenza di Verna, che rispetto a Marin porta un pressing maggiore e lascia più libertà agli altri compagni di reparto. Anche sulle fasce la squadra ha faticato soprattutto dalla parte di Lisi, che ha sofferto molto Mannini mentre Birindelli se l’è cavata piuttosto bene. Decisiva in questo senso la mossa di D’Angelo che con il ritorno al 3-5-2 ha messo Di Quinzio a tutta fascia sull’ex nerazzurro limitandogli al massimo la manovra.

Restano tanti gli aspetti positivi. In primis quello che il Pisa è ancora padrone del suo destino a 180 minuti dalla fine. Con 4 punti tra Pro Patria e Novara i nerazzurri sono sicuri del terzo posto, un traguardo quasi impensabile due mesi e mezzo fa. La difesa ha subito appena una rete nelle ultime sette partite ed è la seconda migliore del girone dietro quella della Virtus Entella. Nel girone di ritorno il Pisa ha subito meno gol di tutti, appena 9, e dopo il Pari con i granata ha perso la vetta nella platonica classifica del girone di ritorno. I punti sono 34 contro i 35 di Virtus Entella e Piacenza, ma i nerazzurri fanno registrare un +8 rispetto all’andata, anche se va detto che nei numeri non viene considerato il 3-1 conquistato sul campo con la Pro Piacenza ma quello a tavolino della seconda parte di stagione quando gli emiliani erano già stati esclusi dal campionato.

Considerando solo le partite giocate il Pisa avvicina il suo record personale in serie C con 14 risultati utili di fila.

Nella regular season 2015-16 Gattuso si era fermato a 13 perdendo l’ultima, e ininfluente, partita in casa della Pistoiese prima di dominare e vincere i playoff. Intanto questo Pisa ha già fatto un punto in più rispetto a quello di tre anni fa (che però si ritrovò un –1 in classifica) ma non potrà fare meglio di quel secondo posto dietro l’irraggiungibile Spal. Il Pisa può arrivare ancora a sedici risultati utili di fila come nel 1984-85 con Gigi Simoni, ma allora si trattava di un campionato di serie B che il Pisa vinse con 50 punti assieme al Lecce, e in C nel 2017-18 con Gautieri e Pazienza. –

Andrea Chiavacci

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