Gioco
Vettori carica il Pontedera: vincere con la Pistoiese e poi stupire tutti ai playoff
PONTEDERA. Consapevolezza e ambizione. La prima illumina il match di domani con la Pistoiese. L’altra è una conseguenza. E riguarda un futuro non troppo lontano che potrebbe diventare dorato.
Un passo alla volta. Senza correre e senza ossessioni. Primo step: il match di domani alle 20.30 al Mannucci. «Se vinciamo siamo dentro i playoff. Al di là di cosa farà l’Alessandria a Novara. Anche se non dovesse esserci la matematica».
Ad accendere la miccia dell’entusiasmo in casa granata è Federico Vettori. Uno che di spareggi per la B, con la maglia del Pontedera, ne ha già giocati due. «Il campionato è agli sgoccioli, e siamo consapevoli che ora le partite valgono doppio. Stiamo preparando la gara con la Pistoiese con serenità. Concentrati, ma tranquilli», spiega il “Vetto”, 36 anni e non sentirli.
Se il Pontedera vince con gli arancioni dell’ex Gregorio Luperini e l’Alessandria, in contemporanea, perde a Novara, i granata sono aritmeticamente ai playoff.
Lì dove, in palio, c’è la serie B. Caponi e compagni, dunque, potrebbero mettere le mani sugli spareggi con un paio di gare d’anticipo rispetto alla fine della stagione regolare. Un ipotetico vantaggio, dato che Maraia, almeno nell’ultima giornata, contro la Lucchese – dato che alla penultima di campionato c’è il sentito derby col Pisa – potrebbe far riposare alcuni dei titolari e preparare al meglio il primo turno playoff, dove, per passare, il Pontedera dovrà vincere fuori casa contra la quinta classificata, in caso di arrivo al decimo posto.
«Sì, abbiamo la possibilità di concentrarci bene sulla prima partita dei playoff, provando a raggiungere un risultato storico per la città, come il passaggio del primo turno. Noi – continua Vettori – affrontiamo gli spareggi senza pressioni, godendoci al massimo il momento. E questo potrebbe rivelarsi un vantaggio».
Pontedera mina vagante dei playoff? Con calma. Prima c’è la Pistoiese. «Non corriamo – prosegue il senatore granata – pensiamo di partita in partita. E’ sempre stato il nostro punto di forza, non dobbiamo fare diversamente».
T.S.
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