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«Pesenti-Marconi ok, Moscardelli un esempio»

Massimo Berutto
«Pesenti-Marconi ok, Moscardelli un esempio»

L’ex Andrea Pintori, sardo, conosce molto bene l’Arzachena: è un campaccio, Sanna e Nivoli stanno giocando al meglio

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PISA. C’è un highlander anche tra gli ex nerazzurri: Andrea Pintori, coetaneo di Moscardelli, ha già segnato 23 reti (più 2 in Coppa Italia) nell’Arce, formazione del campionato di Eccellenza laziale in corsa per il salto in serie D. L’attaccante sardo, a Pisa nel 2005-06, ha incrociato i corregionali dell’Arzachena con la maglia dell’Albalonga nel 2016-17, quando gli uomini di Giorico conquistarono l’accesso tra i professionisti.

Pintori, per lei mercoledì scorso la ventitreesima rete personale nell’amarezza per la sconfitta a Sora...

«Siamo secondi a 3 punti dalla vetta a 3 gare dalla fine. Possiamo ancora arrivare primi, altrimenti giocheremo i playoff. Personalmente sto bene. Ho deciso di scendere di categoria perché volevo una squadra in cui divertirmi. Ho trovato una società che non fa mancare niente ed un gruppo eccezionale».

Il Pisa sarà atteso ad Arzachena, realtà che lei conosce bene...

«È un campaccio. Nelle ultime giornate non si possono fare calcoli. È dura contro l’ultima in classifica come con la prima, perché rischi di trovare un’avversaria chiusa. Il Pisa ha giocatori importanti. Uno di questi è il mio ex compagno Max Pesenti. Approfitto per salutarlo».

A trascinare la compagine sarda sono ancora alcuni protagonisti della promozione in C, come La Rosa, Nuvoli, Bonacquisti, Sanna, Ruzittu...

«Sono calciatori che ad Arzachena hanno trovato l’ambiente ideale, altrimenti avrebbero potuto scegliere di andare altrove. Sanna e Nuvoli stanno giocando molto bene. Da sardo mi auguro che l’Arzachena si salvi, ma spero anche che il Pisa possa dire la sua per coronare un sogno».

In nerazzurro Moscardelli, come lei, segna e non molla...

«Finché il fisico regge andiamo avanti. Moscardelli è un esempio per i giovani. Io piuttosto che far giocare un ragazzo solo in quanto tale, preferisco un quarantenne che fa la differenza. Sono sempre stato contrario alle regole sugli under, che hanno impedito ai calciatori più grandi di continuare a portare il pane a tavola».

Lei a Lumezzane ha giocato sia con Pesenti che con Marconi: sono compatibili al centro dell’attacco?

«Marconi giocava più di Pesenti, ma venivano schierati anche insieme. Calciatori che danno tutto in campo sono sempre compatibili».

Il Pisa ha compiuto 110 anni, di cui uno condiviso con lei...

«Fu un anno travagliato. Rimasi fuori quattro mesi, ma fino a gennaio riuscii a dare il mio contributo. Con i tifosi avevo un buon rapporto. Nella stagione successiva, quando incontrai il Pisa a San Giovanni Valdarno, non esultai dopo una rete. Alla città sarò sempre legato». —

Massimo Berutto

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