Gioco
Il ritorno di Vitaly Kutuzov: che intesa con Cerci e Castillo
PISA. In questi giorni in cui si festeggiano i 110 anni di storia nerazzurra, Vitaly Kutuzov è uno dei giocatori più gettonati per un selfie, un autografo, ma anche un semplice grazie. Lo zar, ad oltre dieci anni dalla sua ultima partita a Pisa, è sempre nei pensieri dei tifosi insieme a quella squadra spettacolare che sfiorò la A con Giampiero Ventura. «Conservo bellissimi ricordi. Ho sempre tanti amici e torno spesso da voi. Vedere giocare il Pisa all’Arena è sempre una bella emozione», dice il bielorusso che ora abita a Monza. Kutuzov era presente alla gara vinta dal Pisa sulla Juventus Under 23: «È stata una sfida equilibrata e il Pisa ha avuto un pizzico di fortuna, ma la squadra nerazzurra può fare grandi cose».
Nella fantastica annata 2007-2008 Kutuzov ha segnato 10 reti in 37 partite. «Nell’estate 2007 - ricorda a Parma c’erano dei problemi, io volevo giocare e sono ripartito da qui grazie alla chiamata di Petrachi. Anche Ventura è stato importante per me. Ho iniziato a capire fin da subito che se davo retta ai suoi consigli potevo far bene. Con Cerci e Castillo c’è stata subito una grande intesa». L’infortunio di Cerci ha condizionato il finale? «Il calcio purtroppo è fatto anche di queste cose. Purtroppo per competere in un campionato lungo come quello di B c’era bisogno di una rosa più ampia».
Dopo un’esperienza nell’hockey, Kutuzov ha abbandonato l’attività sportiva a livello agonistico, ma il calcio è ancora il suo mondo. «Meglio andare in pensione, rischi sempre di farti male - sorride -. Ho una scuola calcio per i giovani in Bielorussia e ho tolto qualche ragazzo dalla strada. Mi ero candidato alla presidenza della Federcalcio bielorussa, ma non sono riuscito a vincere». Per la panchina mai dire mai: «Ho preso il patentino di allenatore, ma per ora mi diverto con i giovani». —
Andrea Chiavacci
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