Il Tirreno

Pisa

talk show alle officine garibaldi 

Elliott riabbraccia Cecconi «Qui anni fantastici»

Andrea Chiavacci
Elliott riabbraccia Cecconi «Qui anni fantastici»

L’ex difensore oggi è ambasciatore Uefa per le tematiche sul razzismo Con lui tanti nerazzurri che hanno infiammato il pubblico negli ultimi 60 anni

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PISA. Gli ultimi 60 anni della storia nerazzurra si ritrovano in un solo pomeriggio per festeggiare il compleanno numero 110 del Pisa. I n poche ore i tifosi nerazzurri hanno rivisto da vicino quei giocatori che li hanno fatti esultare, soffrire e innamorare nei lunghi pomeriggi sui gradoni dell’Arena. Uno dei protagonisti più attesi era sicuramente Paul Elliott che tornava a Pisa dopo diversi anni e che ha subito riabbracciato il suo amico Luca Cecconi. «Il mio periodo a Pisa è stato fantastico fin da quando sono arrivato all’aeroporto nel 1987. Grande feeling con i tifosi, con la squadra e con il nostro presidente Romeo Anconetani. È stato un presidente con tante sfumature ma con un grande cuore. Romeo è la storia del Pisa grazie alla sua grande personalità, viveva al 100% per la società». Due stagioni dove l’allora 23enne stopper arrivato dall’Aston Villa ha giocato nel campionato più difficile al mondo: «All’esordio in A dovevamo affrontare il Milan di Sacchi. L’allenatore Materazzi per darmi la carica mi disse che dovevo marcare Gullit, Van Basten e tutti i grandi giocatori offensivi di quel Milan, gli risposi oggi credo che sarò occupato a fare altro (sorride)».

E invece Elliott ha affrontato con decisione tutti i più grandi di quel periodo: «Ricordo il gol di testa alla Juventus quando dovevo tenere Ian Rush». Oggi Elliott, primo colored della storia del Pisa, è ambasciatore per l’Uefa e per la FA (la federcalcio inglese) per le tematiche che riguardano il razzismo. «È una cosa che non dovrebbe esistere, in campo e nella vita non ci devono essere differenza per il colore della pelle». Sul palco, nel talk show condotto dal giornalista Alessio Carli e da Senio Calvetti dell’Associazione Cento si alternano i giocatori che hanno segnato gli ultimi sei decenni. Si inizia con gli anni cinquanta e sessanta con tanti protagonisti della prima storica promozione in A come ad Roberto Gasparroni, detto Ruspa: «Ricordo che nella partita salvezza del 1967 a Reggio Calabria segnai un’autorete a un certo punto mi buttai in attacco facendo infuriare l’allenatore Lucchi. Per fortuna finì 2-2 e iniziò la scalata alla A». L’attaccante Pierpaolo Manservisi conferma: «Fu un periodo eccezionale dove oltre alle vittorie ci divertivamo tanto. Alla Lazio, anche se ho vinto lo scudetto mi divertivo meno». Fabrizio Barontini è il nerazzurro con più presenze nella storia: «Sono stati 15 anni bellissimi grazie con la ciliegina della serie A arrivata grazie al coraggio del presidente Donati e dell’allenatore Lucchi».

Poi è un viaggio dagli anni Settanta fino ad oggi. tanto per citare qualcuno, da Antonio Baldoni, Enrico Cannata, Claudio Di Prete e Walter Ciappi, gli anni 80 con Gigi Simoni e tanti suoi ragazzi tra cui Bruno Caneo, Franco Ipsaro e Paolo Baldieri, poi i 90 con i pisanissimi Paolo Andreotti ed Emiliano Niccolini ed i Duemila con Gabriel Raimondi, Eddy Baggio e Vitaly Kutuzov. Presente anche Eugenio Fascetti, che ha militato nel Pisa negli anni 50. Al nostro collega Aldo Orsini è stato consegnato il premio alla carriera.

Oggi nuovi appuntamenti alle Officine Garibaldi con visite guidate in mattinata e un convegno con Adriano Bacconi nel pomeriggio. Verrà presentato il gioco Pisopoli e il libro Favola nerazzurra. —Andrea Chiavacci

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