Il Tirreno

Pisa

la contestazione degli ultras 

La Nord scorta la squadra allo stadio, ma resta fuori

Andrea Chiavacci
La Nord scorta la squadra allo stadio, ma resta fuori

In 300 all’Hotel Tower tra cori e fumogeni per incoraggiare i ragazzi di D’Angelo Poi tutti sul piazzale di fronte all’Arena: «Mai complici di questa farsa»

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PISA. «Mai complici di questa farsa, no al calcio moderno». Uno spazio vuoto al centro della Nord e una frase che inquadra in pieno la scelta annunciata dalla parte più passionale della tifoseria nerazzurra nei giorni scorsi. Come nella gara di andata al Moccagatta i tifosi resta fuori dallo stadio per protesta contro le squadre B. Il motivo è noto: è tollerabile giocare e lottare nella palude della C contro squadre piccole ma vere come Albissola, Gozzano e tante altre, non contro una squadra che porta il nome Juventus.

Secondo i tifosi quello è un avversario che fa parte del passato e, speriamo, del futuro del calcio nerazzurro. Il calore e il supporto alla squadra non è mancato fin dalla partenza con il pullman dal Hotel Tower: 300 tifosi che hanno sostenuto i giocatori con cori, sciarpe e fumogeni. Il primo a salutare i ragazzi della curva Nord è stato il direttore sportivo Roberto Gemmi, poi alle 14,42 sono arrivati i ragazzi di Luca D’Angelo con lo stesso allenatore e Giovanni Corrado che per un minuto si sono “schierati” davanti ai tifosi che ritmavano il famoso “don’t worry be happy” dietro lo striscione Mau Ovunque. Bandiere di tutti i gruppi a sventolare compresa quella dei piccoli “Supporter”. Un tifo trasversale per età e genere, non solo con le facce di sempre. Tante ragazze e numerose famiglie, unite nella protesta contro un calcio lontano dal modo di pensare dei tifosi da curva e a favore della squadra che amano.

Al momento di salire sul pullman, tra i giocatori c’era chi scherzava e chi si concentrava ascoltando la musica con le immancabili cuffie. Intanto, la folla si spostava e scortava la squadra fino allo stadio.

Via ai soliti cori da parte dei gruppi della Nord, al momento dell’inizio della partita. Ma dal piazzale, come avvenuto in altre occasioni e per motivi diversi. Su tutte i derby con il Livorno, vinti nel 2009 e nel 2017, e la gara a porte chiuse vinta con l’Ascoli. In curva Sud, i bambini delle scuole calcio e ovviamente nessun tifoso della Juventus Under 23. Anche i presenti, sia ai lati della curva che in gradinata, provano a farsi sentire. Ma non è la stessa cosa, anche se a tratti i cori da fuori danno coraggio a chi sta dentro.

Per la gioia di tutti il Pisa, pur soffrendo, vince 2-1 ed è ancora terzo. Ma vi immaginate le polemiche in caso di mancato successo da parte di chi, soprattutto sui social, non perde mai occasione di fare polemica? Quale sarebbe stata la responsabilità dei ragazzi rimasti fuori? Ovviamente nessuna, le partite purtroppo, o per fortuna, sono decise dagli attori in campo e non dagli spettatori sugli spalti, malgrado il sostegno del tifo sia sempre un valido alleato e il calcio senza tifo diventi quasi un altro sport. Ai gruppi della curva Nord va riconosciuta grande coerenza. Metterci la faccia sempre, con i pregi e difetti di tutti gli esseri umani, ma senza nascondersi dietro una tastiera. Credere nei propri ideali non vale a giorni alterni solo per mera convenienza, ma vale sempre.

Questo è il messaggio della nord. La tifoseria organizzata è ormai da anni patrimonio della città e di questo club che tra pochi giorni compie 110 anni. Lealtà e amore per la maglia che a volte si fa sentire in maniera potente anche quando questo amore resta fuori dalla stadio. —

Andrea Chiavacci

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