Il Tirreno

Pisa

Il Pisa ribalta la Juventus B e respinge tutte le concorrenti

Antonio Scuglia

S’infiamma la volata per i playoff: all’Arena tre punti pesantissimi consentono ai nerazzurri di confermarsi al terzo posto

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Del Prete firma la grande paura, Di Quinzio (con deviazione di un difensore avversario) e Marconi (su grande sponda di Pesenti) esaltano l’Arena, orfana per un giorno dei gruppi della Nord che hanno deciso di rinunciare a una gara ma non alla coerenza. Era infatti una partita farsa per il contorno (zero tifosi avversari, zero coerenza nel nome della squadra ospite: se ti chiami Under 23 ma schieri quattro undicesimi della formazione titolare molto Over la coerenza va a farsi benedire). Ma vera, anzi verissima, quanto ai contenuti tecnici, e anche per le emozioni durate fino al termine del lungo recupero.

Che sarebbe stata dura lo sapevamo. Non ci volevano gli scienziati per saperlo. La squadra di Zironelli trovava un ambiente congeniale per il suo gioco lineare e propositivo: campo grande, stadio e ambiente di categoria più alta, avversario che a sua volta voleva giocare più che badare a spezzare le trame di gioco bianconere.

E quindi è stata dura davvero. Ma il Pisa è riuscito ad artigliare la vittoria, respingendo l’assalto di tutti gli avversari nella lotta per le zone alte, in una giornata in cui le big si sono ricordate di essere tali.

I nerazzurri hanno mantenuto il terzo posto vincendo in rimonta, contro un avversario capace di fare ballare la rumba a chiunque quando ha la palla, e anche molto propenso a fare valere il fisico, senza neanche disdegnare falli e fallacci in fase di copertura. L’unico rammarico è l’infortunio che ha costretto Verena a uscire in barella a metà del secondo tempo, colpito duro sulla coscia: si spera di riaverlo in campo in tempi brevi. Per il resto, dal campo arrivano solo note liete, non ultima il ritorno al gol di Marconi dopo il lungo infortunio; fra l’altro per ben sei partite consecutive gli attaccanti non avevano timbrato. E il tredicesimo risultato utile consecutivo, quarta vittoria di fila, la dice lunga sulla trasformazione della squadra dopo il mercato di gennaio.

primo tempo

Squadre schierate a specchio: D’Angelo rispetto alla vittoria con l’Albissola cambia la coppia d’attacco, complice anche la squalifica di Masucci, Zironelli deve fare a meno di Del Favero e Nicolussi portati in panchina da Allegri nella sfida di serie A poi vinta in rimonta contro il Milan. E fra gli Under 23 veri, il terzino sinistro Masciangelo e il centrocampista Tourè sembrano avere una marcia in più rispetto al resto della compagnia (e della serie C in generale).

I bianconeri si rendono subito pericolosi con Kastanos e Olivieri dalla distanza. Al 5’ c’era stato un bel cross di Minesso da sinistra per Marconi che di testa centrava Mascciangelo appostato a pochi metri dalla porta. Gli ospiti passano al 29’: il bellissimo cross di Masciangelo dal vertice sinistro spiove verso terra trovando sul secondo palo l’irruzione del capitano Del Prete che insacca al volo. Gori perde così la sua imbattibilità che durava da 458’. Ma al 41’ ecco il pareggio: corner di Minesso da sinistra a uscire, dal lato opposto dell’area Di Quinzio calcia al volo e Nocchi è battuto dalla deviazione di Alcibiade. Allo scadere del recupero Benedetti in scivolata su punizione di Minesso trova Nocchi pronto a respingere.

ripresa

La Juve ha perso l’inerzia favorevole e il Pisa ora preme: al 1’ Gucher sfiora il palo dalla distanza, al 5’ su cross di Verna da destra Pesenti manda alto da due passi. I bianconeri spaventano l’Arena in contropiede quando Toure smarca Mokulu, anticipato a porta vuota da Birindelli. Ed ecco il gol decisivo, col Pisa che era passato alla difesa a tre inserendo Brigiani per Minesso: al 12’ Di Quinzio allarga per Verna che avanza e tira da 25 metri, Nocchi che alza in corner ma sullo spivente di Gucher dalla Pesenti anticipa tutti di testa e Marconi trova il tocco sporco e vincente per il 2-1.

La Juve ora attacca, fioccano i cambi, a metà tempo si fa male Verna e il Pisa è costretto a rinculare ancora di più, ma da lì alla fine tiene botta senza lasciare vere palle gol agli avversari e nel lungo recupero addormenta la partita grazie anche alle generose sgroppate di Marconi verso la bandierina. —

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