Gioco
Nella settimana dedicata a Klaus riecco i bianconeri, seppure U23
Strano ma vero: contro una Juve B (non di nome ma... di fatto) all’Arena sono state già giocate due partite nel 1978 e nel 1986
la curiosità
Una squadra marchiata Juventus tornerà all’Arena Garibaldi nella settimana in cui si celebra Klaus Berggreen e la sua indimenticabile maglia strappata, sbrindellata proprio in una gara con la Vecchia Signora. Quella ovviamente non era la compagine Under 23, ma la formazione campione d’Europa in carica, fresca vincitrice della Coppa Intercontinentale, conquistata grazie al talento di Platini, Scirea, Cabrini, Laudrup e alla grinta di Manfredonia, colui che lacerò la casacca nerazzurra del calciatore danese. Il Pisa di allora sognò la vittoria sull’undici destinato allo Scudetto, passando in vantaggio su rigore con Wim Kieft, la Juve pareggiò con un altro penalty, trasformato da Platini. Fu il primo gol della compagine bianconera all’Arena, dove era stata bloccata sullo 0-0 in A nel 1968-69, nel 1982-83 e nell’83-84.
Se il Pisa, stavolta con il favore del pronostico, sconfiggerà la Juventus Under 23, non otterrà la prima vittoria in assoluto sui bianconeri. I nerazzurri hanno battuto la vera Juve in Coppa Italia nell’estate 1987. Lamberto Piovanelli mise la freccia già al 1’e Claudio Sclosa raddoppiò al 15’. Tardiva la rete della bandiera di De Agostini: 2-1.
Il Pisa ha già giocato contro una seconda squadra della Juventus, sicuramente di tutto rispetto, ma priva dei suoi principali campioni. Nel 1986 venne organizzato un torneo post campionato. La formazione bianconera scese sul prato dell’Arena senza i suoi nazionali, impegnati nella preparazione dei campionati mondiali, dovendosi accontentare di uno 0-0. In amichevole nel maggio 1978, ancora in occasione di una massima rassegna calcistica, i nerazzurri sconfissero per 1-0 una Juve campione d’Italia per la diciottesima volta, ma nuovamente sprovvista dei suoi nazionali. Basti pensare che Enrico Cannata (poi sostituito da un giovanissimo Gianluca Signorini) non trafisse il mitico Zoff, ma l’eterno secondo Alessandrelli. —
Massimo Berutto
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