Sicurezza
Un gol e un bimbo da cullare Lisi come Di Quinzio: sei forte papà
Il fantasista milanese lo aveva fatto all’andata contro la Juve B l’ala capitolina lo ha felicemente imitato sabato a Chiavari
la curiosità
Una prodezza dedicata al nuovo arrivato in famiglia. Francesco Lisi, dopo aver tracciato con il piede destro una fantastica parabola che da sinistra si è adagiata sul palo più lontano, ha minato con le braccia l’atto di cullare festeggiando il gol-partita contro l’Albissola. Un chiaro riferimento alla nascita del secondogenito Leonardo. Un altro babbo-bomber, dopo Davide Di Quinzio, che nel match d’andata con la Juve U23 salutò l’arrivo di suo figlio Gabriele, disegnando una parabola vincente direttamente su punizione. Fu il primo di tre gol consecutivi del fantasista milanese, all’apice della stagione agonistica, intrecciata felicemente alla vita personale.
Negli ultimi mesi l’ex comasco raramente ha cannato la prestazione, sacrificandosi anche in fase difensiva. La gioia di essere padri è un ulteriore carburante da bruciare sulla catena di sinistra.
TIRO O CROSS?
Il mister ligure Rino Lavezzini ha parlato apertamente di un cross sbagliato che si è infilato in rete. Più credibile la versione dell’autore Lisi: un tiro-cross, alla ricerca della porta e in subordine della deviazione di un compagno. La migliore ricetta per confezionare traversoni tesi ed insidiosi, evidentemente predisposta da mister D’Angelo. Le stesse intenzioni hanno infatti ispirato il gol di Minesso al Siena direttamente dalla bandierina e i frequenti tentativi dell’ex padovano, di Gucher e di Di Quinzio, da corner o palla inattiva laterale.
NON SOLO GOL
Lisi ha realizzato il secondo successo personale, praticamente un girone dopo il primo, siglato nella gara d’andata con la Juve U23. Il terzo sigillo, considerando anche quello in Coppa a Novara. Non male, considerando che praticamente non ha mai giocato in attacco, iniziando la stagione da quinto centrocampista, arretrato ormai sistematicamente nelle mansioni di quarto difensore. —
Massimo Berutto
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