Il Tirreno

Pisa

Idee, carattere e giocatori ritrovati: il Pisa irrompe nell’alta classifica

Antonio Scuglia
Idee, carattere e giocatori ritrovati: il Pisa irrompe nell’alta classifica

Una media di 2,5 punti a partita negli ultimi otto turni. Sabato a Chiavari metà stadio sarà tinto di nerazzurro

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PISA. Venti punti conquistati nelle ultime otto giornate, gli stessi che ha totalizzato la capolista Entella che però nel frattempo ha giocato tre turni in più. E una classifica che più diventa bella, più alimenta rimpianti. Entella 59, Piacenza 56, Siena e Pisa 53, Pro Vercelli e Arezzo 51, Carrarese 50, Pro Patria 46, Novara 43, Pontedera 39.

A sei giornate dalla fine verrebbe quasi voglia di montarsi la testa, non fosse perché l’Entella ha ancora due gare da recuperare. Perché parliamo di rimpianti? Perché il Pisa prima del giro di boa ha gettato al vento diverse occasioni, e perché alcuni arbitraggi hanno rallentato la sua corsa anche nei momenti migliori, sotto forma di calci di rigore non concessi in situazioni che non si presentavano a nessuna interpretazione.

Il Pisa oggi, per la prima volta in questa stagione, sarebbe in condizione di saltare il primo turno dei playoff grazie alla quarta posizione appena conquistata: la griglia iniziale sarebbe Pro Vercelli-Pontedera, Arezzo-Novara, Carrarese-Pro Patria col Pisa che poi incontrerebbe la squadre peggio piazzata fra le vincitrici delle tre sfide; nei playoff nazionali poi rientrerebbe al primo turno il Siena, e al secondo il Piacenza.

È ovvio che questi conteggi, a sei gare dalla fine, lasciano il tempo che trovano. Ha detto bene Giovanni Corrado dopo la vittoria con la Carrarese: «Dobbiamo dimenticarci subito di questa partita e pensare alla prossima gara contro l’Albissola».

Già: sabato (ore 16.30) i nerazzurri saranno impegnati a Chiavari, sul sintetico dell’Entella dove l’altra squadra ligure del girone gioca le gare casalinghe. E i biancazzurroneri, che sabato scorso hanno riposato incassando gratis i tre punti contro il fantasma del Pro Piacenza, stanno preparando la sfida come una vera finale. Sul campo infatti nelle ultime 5 giornate le inseguitrici, Cuneo e Lucchese, hanno rimontato loro 8 e 6 punti, e la zona playout adesso è a sole due lunghezze, anche se sarà allontanata dalle prossime penalizzazioni dei due club rivali.

Non sarà però una vera trasferta, se non dal punto di vista della geografia: i tifosi nerazzurri stanno aspettando notizie sulla prevendita, per riempire gli spalti del “Comunale” dove potrebbero essere addirittura in maggioranza rispetto ai locali.

Indipendentemente da tutti questi aspetti, la squadra di D’Angelo andrà in Liguria per “fare la partita” come è già avvenuto a Olbia nove giorni fa. Il mercato di gennaio ha trasformato la squadra, che sabato scorso contro la Carrarese non sembrava neanche lontana parente di quella che aveva subito un pesante 4-1 nella gara d’andata. Con due pezzi da novanta in più come Verna e Minesso, la capacità di costruire gioco si è moltiplicata.

Il tecnico è stato bravo a tenere unito il gruppo nei momenti di difficoltà e diversi altri giocatori, che nella prima parte della stagione non avevano reso secondo le aspettative, si sono sbloccati. Basti pensare a Gucher che all’inizio doveva cantare e portare la croce: assistito meglio dai compagni di reparto, nelle ultime partite è ridiventato l’asso di briscola che conoscevamo dai tempi del Frosinone, autentico dominatore della mediana.

Il cambio di modulo ha anche influito sulla grande crescita di altri elementi come Meroni e Birindelli, mentre dopo gli sbandamenti iniziali Benedetti ha preso in mano le redini della difesa tanti da non far subìre alla squadra il contraccolpo potenzialmente devastante dell’infortunio di De Vitis che dovrebbe rientrare fra un mese. Ora il Pisa ha un compito: credere sino in fondo nelle sue qualità evitando però di sedersi sugli allori. A questa condizione, il pubblico di fede nerazzurra potrà vivere un grande finale di stagione. 
 

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