Gioco
Al Nespoli si è vista anche grande voglia di reagire dopo un ko
PISA. I nerazzurri dimenticano in fretta la delusione in Coppa Italia e tornano a galoppare in modalità campionato, realizzando l’ottavo successo esterno stagionale. Un esito tutt’altro che scontato, avendo avuto solo 64 ore di riposo fra il fischio finale a Viterbo e l’inizio della gara ad Olbia, con il carico aggiuntivo di due lunghi viaggi.
IL PRECEDENTE
I nerazzurri avevano già dimostrato di saper mettere da parte l’amarezza. Era accaduto in occasione dell’eliminazione dalla Coppa Italia dei grandi. A Novara come a Viterbo, la medesima sconfitta per 3-2 maturata all’incirca allo stesso minuto di recupero, anzi stavolta dopo essere stati in vantaggio sino al 90’. Dopo un imprevedibile tracollo, non era facile rimettersi in piedi ed invece, come a dicembre, il Pisa non ha perso la bussola, allora espugnando il campo della Juventus Under 23, stavolta sbancando in Sardegna.
IL “NUOVO” 3-5-2
D’Angelo nella necessità di fare turn over ha accantonato il 4-3-1-2 tornando al 3-5-2. Al di là delle formule, la squadra sembra aver svoltato soprattutto sotto il profilo della mentalità: pressing alto e finalmente cross precisi dalle fasce. Ecco spiegate le occasioni da gol prodotte in grande quantità, prima a Viterbo e poi ad Olbia, e la maggiore protezione offerta alla retroguardia, a 4 o a 5 uomini.
OPPORTUNITà
Il 4-3-1-2 offriva la possibilità di schierare titolari tutti i talenti del centrocampo: Lisi, De Vitis (arretrati in difesa), Gucher, Verna, Di Quinzio e Minesso. La qualità del gioco raggiungeva i massimi livelli. In panchina rimaneva però solo una punta (Marconi era ancora infortunato) per cercare di aumentare la potenza d’urto, oltre a ben 4 stopper, almeno la metà dei quali già certa di rimanere seduta per 90’. Con il 3-5-2 i difensori centrali hanno un posto in più a disposizione (anzi due, almeno finché De Vitis sarà infortunato). Così l’allenatore può sfruttare meglio la profondità della rosa.
IL MODULO-VERNA
Non è un caso che nelle ultime gare il mediano abruzzese abbia ripreso ad inserirsi, arrivando ad Olbia a rendersi pericoloso sul secondo palo, nella specialità che nel 2015-16 lo ha mandato ben 6 volte a segno. Sicuramente sarà cresciuta la condizione atletica (dopo mesi di scarso impiego a Cosenza), ma è anche il 3-5-2 a favorire il centrocampista, riportandolo in un sistema più simile a quello che lo aveva esaltato con Gattuso. Nel 4-3-1-2 Verna trovava un ingorgo davanti a sé, con 2 punte e altrettanti centrocampisti offensivi (Di Quinzio e Minesso), oltre alla spinta degli esterni. Inoltre toccava a lui riequilibrare uno schieramento iperoffensivo, agendo quasi da cursore di fascia. La presenza di Birindelli lo aveva già sollevato da una parte del lavoro. Con il 3-5-2 il Pisa rinuncia ad un trequartista, ma guadagna Verna negli ultimi 25 metri. Una seconda opzione per rendere imprevedibile la fase offensiva. —
Massimo Berutto
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