Il Tirreno

Pisa

Tre partite in otto giorni, le energie del Pisa sono molte ma non infinite

Massimo Berutto
Tre partite in otto giorni, le energie del Pisa sono molte ma non infinite

Contro la Lucchese sono stati pagati gli sforzi fisici delle sfide con le prime e la panchina improvvisamente corta

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PISA. Quanto è dura giocare bene 3 partite in 8 giorni! Ci riescono (non sempre) le squadre che militano nelle Coppe Europee, disponendo di due elementi di alto livello per ogni ruolo. Il Pisa ha undici titolari che hanno dimostrato di essere alla pari con le prime della classe, quando hanno energie sufficienti ad alimentare la rapida manovra ammirata nelle ultime settimane, senza far mancare compattezza alla fase difensiva. Musica diversa se la fatica si fa sentire e D’Angelo deve pescare da una panchina assottigliata dagli infortuni in extremis di Izzillo e Marin dopo quello di Liotti e con la squalifica di Marconi. Importante comunque aver dato continuità di risultati, portando ad 8 i risultati utili consecutivi (4 vittorie ed altrettanti pareggi).

DISPENDIO PSICOFISICO

Il Pisa era riuscito a vincere 3 partite in 8 giorni a dicembre, ma, con tutto il rispetto, il logorio mentale oltre che atletico di affrontare due big-match (con Entella e Pro Vercelli) ed il sentito derby con la Lucchese non è lo stesso in cui si incorre per battere in sequenza Juventus Under 23 ed Arzachena, prima della pur sempre insidiosa sfida di Pontedera. Inoltre nel trittico vittorioso D’Angelo era riuscito a cambiare due-tre pedine a gara dal 1’, mentre nella settimana appena trascorsa si è potuto permettere solo il momentaneo accantonamento di Masucci e Birindelli nella sfida con la Pro Vercelli.

TEMPERAMENTO

In fondo la gara pareggiata con la Lucchese non è stata troppo diversa da quella vinta con la Pro Vercelli: come nel confronto con l’undici piemontese il Pisa ha rischiato il tracollo ma nel derby del Foro non ha subìto gol, e in entrambi i casi ha lottato fino all’ultimo per vincere, più con la volontà che con la lucidità. Nella gara infrasettimanale era stato premiato da due autoreti, propiziate dalla pressione offensiva e dall’alto numero di traversoni. Con la Lucchese un’occasione da gol più pulita sul filo di lana con Moscardelli e la risposta del portiere rossonero Falcone. Il risultato finale ha cambiato la percezione. Insomma il Pisa ora ci prova comunque fino alla fine, con tutto ciò, poco o tanto, che ha in corpo.

E ORA LA COPPA

Il tour de force non è affatto concluso, tutt’altro: il Pisa si giocherà una corposa fetta della sua stagione nei quarti di finale di Coppa Italia a Viterbo. Rispetto al match infrasettimanale con la Pro Vercelli D’Angelo avrà un giorno in più per preparare l’appuntamento in terra laziale ma poi ne avrà uno in meno per la trasferta di Olbia. In più il peso di due lunghi viaggi, scansati finora con 3 appuntamenti interni consecutivi.

TURN OVER IN VISTA?

Sabato scorso D’Angelo, nelle ristrettezze delle alternative a disposizione, ha compiuto 4 cambi. Moscardelli è un titolare. Meroni è sempre più propositivo, cercando di non limitarsi al ruolo di terzino bloccato. Giusto concedere minuti a Buschiazzo e Gamarra per far crescere tutti. Saranno titolari a Viterbo quando il Pisa sarà già ad un crocevia decisivo? O nella successiva sfida ad Olbia? Intanto il Pisa recupererà Marconi, dunque almeno in attacco potrà gestire le forze. —

Massimo Berutto

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