Gioco
Dopo quasi tre mesi senza vittorie interne Il Pontedera vuole la magia dei tre punti
Verso l’esordio dal primo minuto di Risaliti in retroguardia Giovannini: «I problemi sono di chi sta dietro di noi»
PONTEDERA. Non era ancora arrivato Natale e il campionato di Serie C aveva una formazione in più e un’altra fisionomia. L’ultima vittoria al Mannucci del Pontedera risale al 9 dicembre. L’avversario era il Pro Piacenza, estromesso in seguito dal campionato per i noti guai societari del club. Quei tre punti i granata se li sono addirittura visti togliere. Da troppo tempo Caponi e compagni non festeggiano di fronte ai propri tifosi. Certo, i pareggi con Lucchese, Piacenza, Siena e Arezzo sono risultati positivi, ma non lasciano la solita soddisfazione dei tre punti. Col Gozzano che si è rifatto sotto a sole due lunghezze, per mantenere il decimo posto e quindi l’ultima piazza utile per accedere ai playoff, il Pontedera oggi deve vincere.
NO OSSESSIONI
Non è dello stesso avviso il direttore generale del Pontedera, Paolo Giovannini: «La gara con la Pro Patria non è un’ultima spiaggia. Noi non siamo obbligati a vincere, al contrario di chi ci insegue che deve farlo per evitare di perderci di vista». Calcoli a parte, per il morale una vittoria è fondamentale. Maraia proverà agguantarla con una squadra disegnata sulla base delle numerose assenze, ma comunque schierata col solito 3-5-2. Pinzauti, ieri, al Tirreno ha raccontato di aver voglia di segnare un gol decisivo, da tre punti. Insieme al numero 9, a secco da tre giornate, in attacco, ci sarà Tommasini, senza gol dal 27 gennaio scorso contro il Siena.
solita fame
Il Pontedera visto a Carrara fa ben sperare: quadrato, organizzato e rapido in ripartenza. «Dai ragazzi mi aspetto la solita prestazione dell’ultima partita. Giocando così – continua Giovannini – possiamo toglierci delle soddisfazioni. Fino a che vedo quel tipo di atteggiamento nei ragazzi non sono preoccupato. Spero che il gruppo si ripeta». Il centrocampo versione emergenza, con Calcagni e Serena al fianco di Caponi, si è dimostrato comunque efficace e incisivo. Il figlio d’arte cresciuto nel settore giovanile del Venezia ha grandi potenzialità, ma deve imparare – ha tutto il tempo per farlo, è un classe 1999 – a velocizzare la sua azione palla al piede. Troppo spesso si “specchia” in fase di possesso, finendo per mettere in seria difficoltà la sua difesa. Calcagni sta crescendo e si comporta, ormai, da senatore del centrocampo. Ha lo strappo giusto per ribaltare l’azione, oltre a buoni tempi d’inserimento. Sulla destra, invece, le speranze sono tutte riposte in Daniele Mannini, che da mesi sta facendo vedere di cosa è capace quando decide di inserire il turbo. Esperienza e qualità al servizio della squadra. Quando vuole, sull’esterno fa quello che gli pare. A sinistra c’è Masetti, che a Carrara ha lanciato segnali incoraggianti dopo la prestazione opaca fornita con la Pro Vercelli.
L’AVVERSARIO
Ma come gioca la Pro Patria? Bene. Oltre ogni più rosea aspettativa. I bustocchi sono la rivelazione numero uno del campionato. «Complimento alla società – dice ancora Giovannini – che ha mantenuto lo zoccolo duro di giocatori che ha vinto la serie D, dando continuità e costruendo l’armonia giusta per continuare a fare grandi risultati. Loro sono la prima sorpresa della Serie C, ma noi siamo la seconda. Nessuno si aspettava di trovarci dove siamo a questo punto del campionato». La Pro Patria è reduce da tre vittorie e un pari nelle ultime cinque partite e occupa la sesta posizione in classifica. Il mister è una vecchia conoscenza degli amanti del calcio: Ivan Javorčić, croato, ex centrocampista del Brescia alla fine degli anni Novanta. —
Tommaso Silvi
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