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Pisa

Dopo quasi tre mesi senza vittorie interne Il Pontedera vuole la magia dei tre punti

Tommaso Silvi
Dopo quasi tre mesi senza vittorie interne Il Pontedera vuole la magia dei tre punti

Verso l’esordio dal primo minuto di Risaliti in retroguardia Giovannini: «I problemi sono di chi sta dietro di noi» 

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PONTEDERA. Non era ancora arrivato Natale e il campionato di Serie C aveva una formazione in più e un’altra fisionomia. L’ultima vittoria al Mannucci del Pontedera risale al 9 dicembre. L’avversario era il Pro Piacenza, estromesso in seguito dal campionato per i noti guai societari del club. Quei tre punti i granata se li sono addirittura visti togliere. Da troppo tempo Caponi e compagni non festeggiano di fronte ai propri tifosi. Certo, i pareggi con Lucchese, Piacenza, Siena e Arezzo sono risultati positivi, ma non lasciano la solita soddisfazione dei tre punti. Col Gozzano che si è rifatto sotto a sole due lunghezze, per mantenere il decimo posto e quindi l’ultima piazza utile per accedere ai playoff, il Pontedera oggi deve vincere.

NO OSSESSIONI

Non è dello stesso avviso il direttore generale del Pontedera, Paolo Giovannini: «La gara con la Pro Patria non è un’ultima spiaggia. Noi non siamo obbligati a vincere, al contrario di chi ci insegue che deve farlo per evitare di perderci di vista». Calcoli a parte, per il morale una vittoria è fondamentale. Maraia proverà agguantarla con una squadra disegnata sulla base delle numerose assenze, ma comunque schierata col solito 3-5-2. Pinzauti, ieri, al Tirreno ha raccontato di aver voglia di segnare un gol decisivo, da tre punti. Insieme al numero 9, a secco da tre giornate, in attacco, ci sarà Tommasini, senza gol dal 27 gennaio scorso contro il Siena.

solita fame

Il Pontedera visto a Carrara fa ben sperare: quadrato, organizzato e rapido in ripartenza. «Dai ragazzi mi aspetto la solita prestazione dell’ultima partita. Giocando così – continua Giovannini – possiamo toglierci delle soddisfazioni. Fino a che vedo quel tipo di atteggiamento nei ragazzi non sono preoccupato. Spero che il gruppo si ripeta». Il centrocampo versione emergenza, con Calcagni e Serena al fianco di Caponi, si è dimostrato comunque efficace e incisivo. Il figlio d’arte cresciuto nel settore giovanile del Venezia ha grandi potenzialità, ma deve imparare – ha tutto il tempo per farlo, è un classe 1999 – a velocizzare la sua azione palla al piede. Troppo spesso si “specchia” in fase di possesso, finendo per mettere in seria difficoltà la sua difesa. Calcagni sta crescendo e si comporta, ormai, da senatore del centrocampo. Ha lo strappo giusto per ribaltare l’azione, oltre a buoni tempi d’inserimento. Sulla destra, invece, le speranze sono tutte riposte in Daniele Mannini, che da mesi sta facendo vedere di cosa è capace quando decide di inserire il turbo. Esperienza e qualità al servizio della squadra. Quando vuole, sull’esterno fa quello che gli pare. A sinistra c’è Masetti, che a Carrara ha lanciato segnali incoraggianti dopo la prestazione opaca fornita con la Pro Vercelli.

L’AVVERSARIO

Ma come gioca la Pro Patria? Bene. Oltre ogni più rosea aspettativa. I bustocchi sono la rivelazione numero uno del campionato. «Complimento alla società – dice ancora Giovannini – che ha mantenuto lo zoccolo duro di giocatori che ha vinto la serie D, dando continuità e costruendo l’armonia giusta per continuare a fare grandi risultati. Loro sono la prima sorpresa della Serie C, ma noi siamo la seconda. Nessuno si aspettava di trovarci dove siamo a questo punto del campionato». La Pro Patria è reduce da tre vittorie e un pari nelle ultime cinque partite e occupa la sesta posizione in classifica. Il mister è una vecchia conoscenza degli amanti del calcio: Ivan Javorčić, croato, ex centrocampista del Brescia alla fine degli anni Novanta. —

Tommaso Silvi

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