Il Tirreno

Pisa

Magrini, lacrime e applausi «Tornerò presto, promesso»

Tommaso Silvi
Magrini, lacrime e applausi «Tornerò presto, promesso»

L’esterno granata è stato vittima domenica di un brutto infortunio al ginocchio Attesa per gli accertamenti, potrebbe essere meno grave del previsto

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Ha passato una notte infernale, tra dolori, pensieri a paure. Tutto in una frazione di secondo. Quella che ha trasformato una delle sue tante partite tra i professionisti in un giorno che, purtroppo, non dimenticherà mai.

Una sterzata sulla fascia destra, al 35’ del primo tempo di Pontedera-Pro Vercelli, poi un grido di dolore e la caduta a terra. Improvvisa. Fino alle lacrime. Quelle che Andrea Magrini ha versato domenica pomeriggio mentre abbandonava il Mannucci in barella, accompagnato dagli applausi del pubblico. Il suo ginocchio destro ha fatto “crack”. Gli esami dei prossimi giorni forniranno una diagnosi precisa: i primi responsi, comunque, disegnano una situazione meno grave del previsto. «Pare che non si tratti di una lesione del legamento crociato, e neppure della rottura del menisco», dice Magrini, tornato a casa sua, a Forlì, in attesa di sottoporsi a nuovi esami.

La parte del ginocchio interessata dovrebbe essere il collaterale. E l’infortunio dovrebbe – condizionale più che mai d’obbligo al momento – consistere nel suo stiramento. In attesa dei dettagli, Magrini spera addirittura «di tornare a disposizione nel giro di un mese. Se fosse solo uno stiramento del collaterale non servirebbe molto tempo per guarire».

Rimangono negli occhi dei tifosi le immagini di domenica e quei minuti di silenzio di tutto lo stadio, mentre il personale sanitario del Pontedera, insieme a quello presente a bordo campo, circondava Magrini in preda alla disperazione. «Ho avuto subito la sensazione che era accaduto qualcosa di grave. Il rumore che ha fatto il ginocchio è stato terribile e lo ha sentito anche Mammarella (capitano della Pro Vercelli) che si è subito preoccupato per le mie condizioni». Classe 1997, di proprietà del Chievo, cresciuto nel settore giovanile del Cesena, Magrini è tra i giocatori più utilizzati da mister Ivan Maraia: esterno destro di spinta e di contenimento, bravo nell’uno contro uno e dalla lunghissima rimessa laterale. Uno di quelli che ogni allenatore vorrebbe avere nella propria rosa.

Ora, a lui è richiesto lo sforzo più grande. Quello che serve per tornare più forte di prima. «Sto già pensando a quando rimetterò piede in campo – dice ancora Magrini – non vedo l’ora di sapere cosa ha il mio ginocchio e organizzare la tabella di recupero con lo staff medico. L’obiettivo è tornare in campo il prima possibile, magari già in questa stagione». Infine, Andrea Magrini ringrazia i tifosi: «Mi hanno dedicato delle parole bellissime, incoraggiandomi mentre ero a terra, sotto la gradinata. E anche gli applausi che mi sono arrivati dalla tribuna mi hanno emozionato, grazie a tutti». –

Tommaso Silvi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini