Sicurezza
Gemmi da giocatore al top con la maglia arancione
PISA. Per Roberto Gemmi la Pistoiese non può essere un’avversaria qualunque: in maglia arancione il diesse nerazzurro ha raggiunto l’apice della sua carriera di calciatore, esordendo in serie B e andando persino in gol. Toccata e fuga nella stagione 2000-01, la più movimentata tra quelle trascorse al centro del campo, con 3 casacche diverse e in 3 categorie differenti, forse nell’inconsapevolezza che il treno della cadetteria per lui, almeno da atleta, non sarebbe più passato.
Gemmi, nella precedente professione, cresce nel Perugia, arrivando ai margini della prima squadra nella stagione 1995-96, l’anno in cui Gattuso e Materazzi esordiscono in B nel Grifo di Gaucci. Il debutto in seconda serie per l’allora centrocampista campano è rimandato di 5 stagioni, preceduto dalla gavetta al Taranto, all’Aglianese e al Lecco, in C2, D e C1.
Alla terza annata nel Lecco, dopo 8 presenze in terza serie, l’improvviso salto in B ad ottobre, destinazione Pistoiese. In quella squadra Massimiliano Allegri (già incrociat a Perugia) è compagno di un suo futuro allievo alla Juventus, un giovanissimo Andrea Barzagli.
Altri i nomi noti a Pisa: Cristian Biancone, Pasquale Rocco, Manuele Guzzo, Luigi Riccio (altro ex umbro, versione calciatore) e mister Giuseppe Pillon. È proprio il tecnico veneto a far esordire Gemmi in un match vinto sul Pescara, regalandogli esattamente metà partita. Alla seconda presenza, due giornate dopo, la maglia da titolare e persino un gol, di testa sugli sviluppi di un corner, in un emozionante 3-3 interno con il Genoa. — M.B.
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