Lutto
«Ci vede dall’alto e ci sorride È bello vedere che gli amici gli vogliono ancora bene»
La madre Vanetta: era un ragazzo bravo e calmo, purtroppo è andata così. Non ha avuto giustizia, adesso ci resta il suo ricordo
il ricordo
You’ll never walk alone: «Non camminerai mai solo». Sono le parole di una canzone dedicata ai soldati inglesi che non tornarono a casa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Parole che poi sono diventate l’inno del Liverpool, e che tante tifoserie di tutto il mondo usano ancora oggi soprattutto per ricordare chi non c’è più, parole che 20 anni fa usarono i tifosi nerazzurri dopo la morte di Maurizio Alberti. E in effetti Maurizio e la sua famiglia non hanno mai camminato da soli. I Rangers Pisa, gruppo di cui faceva parte Mau, e tutti gli altri gruppi della Nord non hanno dimenticato per un solo istante il loro grande amico.
«Sono passati 20 anni ed è una grande emozione per me, per mio marito e per tutta la nostra famiglia vedere che gli amici della Curva Nord gli vogliono ancora tanto bene – ci ha raccontato ieri la madre di Maurizio Alberti, la signora Vanetta. - Oggi lo ricorderanno con una coreografia prima della partita con la Pistoiese. Ci sarà la nostra famiglia, io probabilmente non sarò presente ma è come se fossi lì con loro all’Arena».
La signora Vanetta era invece presente all’inaugurazione del parco di Mau il 6 gennaio scorso.
Le sue parole avevano commosso le tante persone presenti sulle Piagge: « Come ho detto quel giorno sono sicura che Maurizio ci vede dall’alto e ci sorride. Probabilmente tanto affetto dopo tutto questo tempo non se lo sarebbe aspettato nemmeno lui».
Quella dei tifosi è una presenza costante e di sostegno continuo in tutto e per tutto per la famiglia Alberti. «In questi 20 anni i ragazzi della Curva ci sono sempre stati vicini – prosegue la signora Vanetta. - Hanno fatto di tutto e di più per noi e per Maurizio. Non solo il Trofeo Mau Ovunque ma anche tante iniziative in giro per il mondo».
Una storia di amicizia vera e di lealtà che rispecchia in pieno quei valori che portano avanti da anni i tifosi nerazzurri e che lo stesso Alberti condivideva. «È un grande orgoglio per noi sapere che Maurizio aveva degli amici così unici. Anche lui ci teneva tantissimo e mi parlava sempre di loro e delle trasferte al seguito del Pisa».
Ovviamente non è mai facile per una madre parlare di un figlio scomparso troppo presto: «Era un ragazzo bravo e calmo, non faceva mai confusione. Purtroppo è andata così. Non ha avuto giustizia, adesso ci resta il suo ricordo e questo grande affetto. Non è una cosa da poco e non smetterò mai di ringraziare i ragazzi della Curva». —
Andrea Chiavacci
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