La manifestazione
Tra errori individuali e poche alternative manca l’accelerata
Nuova beffa con il Piacenza: ogni volta un episodio sfortunato cambia le gare
PISA. Rigori, svarioni individuali ed anche la scarsità di alternative vanificano la bellezza del gioco espresso nelle ultime partite. Ogni volta un episodio sfortunato cambia il corso di una gara che sembra indirizzata verso la gloria, in mancanza di giocatori che dalla panchina riescano ad invertire nuovamente la tendenza. Le squalifiche di Gucher e Marin potrebbero costringere D’Angelo a rimettere mano al convincente 4-3-1-2 in vista della trasferta di Alessandria.
Cross dalla fascia scoperta
La qualità della manovra, paradossalmente, si esprime al massimo nella corsia che, presentando un terzino destro “di posizione” (Buschiazzo o Meroni), sembrerebbe sguarnita. È lì che a turno si proiettano Verna, Di Quinzio, Minesso e persino Gucher, offrendo quei cross che invece gli esterni destri non riuscivano a garantire. Su quattro gol segnati in questo scorcio del 2019, uno è stato realizzato direttamente da corner (firmato da Minesso) e 3 sono stati nati da cross provenienti proprio dalla destra. Dalla gradinata alla curva nord Verna ispirò il 2-2 di Masucci in Pisa-Siena. Di Quinzio e Gucher dalla stessa parte hanno trovato i giusti argomenti tecnici per risvegliare il fiuto del gol di Pesenti.
UNO SVARIONE A TURNO
Il mix tra rigori discussi ed errori individuali sta risultando micidiale negli ultimi turni. Il Pisa è caduto dal dischetto in casa con la Pro Patria (che poi ha arrotondato sullo 0-2) e ad Arezzo, sempre a causa di falli di mano. Meno discussa l’infrazione di Zammarini nel match con i bustocchi rispetto a quella commessa da Benedetti nel derby toscano. Tre vittorie sono sfumate per errori individuali, di Lisi a Novara, di Meroni in casa con il Siena, prima che Gori, ultimo sfortunato protagonista, abbinasse un contestato penalty ad un avventato disimpegno con i piedi, mandando in fumo le due reti di vantaggio con il Piacenza.
ROMBO SENZA CAMBI
Il bel gioco, che nasce dalla regia arretrata di De Vitis, dal rombo Verna-Gucher-Di Quinzio-Minesso e dai movimenti di Masucci, è il frutto dalla presenza in campo di tutti i migliori talenti del centrocampo e della trequarti. Inserire forze fresche obbliga quasi sempre a variare il modulo. In panchina non c’è un rifinitore che possa dare il cambio a Minesso senza passare al 3-5-2, come accaduto contro il Piacenza. Non esiste un’alternativa a Verna: se esce l’ex cosentino, Marin non ha la stessa gamba per coprire l’intero versante destro ed il Pisa deve ripristinare l’esterno di ruolo (Birindelli con il Siena e ad Arezzo, Zammarini contro il Piacenza). Quando viene sostituito Masucci, l’attacco si appiattisce su un doppio centravanti. La squalifica di Gucher potrebbe essere colmata dal nuovo acquisto Gamarra, che però non ha ancora esordito e viene da una lunga inattività. Il contemporaneo stop di Marin potrebbe indurre l’avanzamento di De Vitis, con il conseguente riadattamento della retroguardia. –
Massimo Berutto
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