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Contraddizioni nerazzurre: un buon livello di gioco ma 5 turni senza successi

Massimo Berutto
Contraddizioni nerazzurre: un buon livello di gioco ma 5 turni senza successi

Il team allenato da D’Angelo non vince dal derby di Pontedera  dello scorso 16 dicembre Da allora sono arrivati soltanto tre pareggi e due sconfitte

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PISA. Il momento più difficile e contemporaneamente il più promettente della stagione. Mai durante un torneo non privo di battute a vuoto (già 6 in tutto) il Pisa era rimasto per 5 turni senza assaporare la vittoria, ma è altrettanto vero che mai i nerazzurri avevano offerto prestazioni convincenti contro avversarie dirette come Siena, Arezzo e, poche settimane fa, Novara, essendo stati asfaltati a Carrara, a Chiavari e Piacenza, non avendo brillato neppure all’andata nella Città del Palio. Considerando la pausa invernale, compensata dall’intasamento del calendario prima e dopo lo stop, il team di D’Angelo non vince dal derby di Pontedera dello scorso 16 dicembre. Da allora 3 pareggi e 2 sconfitte. Una media-retrocessione per una squadra che, paradossalmente, sul piano della prestazione finalmente inizia a funzionare, trovando fluidità di manovra, cross dal fondo e numerose palle-gol, grazie ad una più propositiva disposizione tattica e al superiore tasso tecnico offerto dai nuovi acquisti, alcuni dei quali (soprattutto Verna e Minesso) comprensibilmente in calo nel secondo turno ravvicinato, avendo giocato poco nei precedenti sei mesi.

L’impressione è che, salvo lo 0-0 di Cuneo, il Pisa abbia pareggiato le gare che avrebbe meritato di vincere e perso quelle che almeno poteva impattare. Risultati sfumati soprattutto per errori dei singoli. Con la Pro Patria come ad Arezzo un fallo di mano in area di rigore (di Zammarini nel primo caso, di Benedetti nell’altro) hanno trasformato possibili spartizioni della posta in battute d’arresto. A Novara il gol del pari è scaturito da un errato rinvio di Lisi, mentre nel match con il Siena ha inciso l’imprecisione di Meroni. Senza contare gli errori in attacco, che hanno impedito il vantaggio o il gol del pari ad Arezzo. Ora il Pisa costruisce e purtroppo sbaglia, senza il proprio capocannoniere Marconi, alle prese con la crisi realizzativa di Moscardelli e in attesa di vedere il miglior Pesenti, magari anche dal primo minuto.

Il risultato e gli errori individuali non possono cancellare una buona prestazione offerta ad Arezzo, anche se inferiore rispetto al top toccato nel match con il Siena. Ora il Pisa ha un regista arretrato (De Vitis), uno avanzato (Minesso) e un Gucher che ruggisce quando si inserisce sulla trequarti. In più il talento di Di Quinzio, l’esperienza di Masucci e la carica atletica di Lisi, affatto frenato dal ruolo di terzino. Il modulo “pendente a sinistra” ha bisogno del miglior Verna sul centrodestra, soprattutto in fase difensiva. Questione di tempo e comunque le alternative tattiche adesso non mancano. Nel girone d’andata il Pisa ha vinto con maggiore continuità e addirittura per due volte ha calato un tris di affermazioni, ma spesso ha concesso più di quanto stia facendo adesso e al cospetto di avversarie di minor caratura. Ricordiamo il rigore fallito dal Gozzano, le prodezze di Gori nel derby di Lucca e le opportunità costruite da Juventus B e Pontedera, prima di cedere il passo agli uomini di Corrado. Nelle ultime partite il Siena ha sfruttato due uniche occasioni per sognare il blitz e poi accontentarsi di un punto. L’Arezzo ha prodotto di più, ma il Pisa ha ribattuto colpo su colpo. —

Massimo Berutto

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