Gioco
Le opzioni in più con i nuovi acquisti con la difesa a quattro e il rombo
PISA. Il Pisa rinuncia a presidiare una delle corsie esterne per compattare la fase offensiva. Eppure proprio dalla fascia sguarnita, la destra, contro il Siena sono sgorgati il cross per il gol del 2-2 segnato da Masucci e per il possibile 3-2, annullato a De Vitis.
MODULO IBRIDO
Il 4-3-1-2 di D’Angelo mutua molto dal modulo precedente: è in pratica un 3-5-2 senza l’esterno destro di centrocampo, rimpiazzato da un fantasista dietro i due attaccanti (il neoacquisto Minesso). Meroni, come terzino “di posizione” , risulta solo leggermente più decentrato rispetto ai consueti compiti di terzo centrale difensivo. Lisi si proietta in avanti come faceva da quinto centrocampista e torna diligentemente a completare il pacchetto arretrato, che però ora è ridotto a 4 giocatori.
In fase difensiva si riconosce il 4-3-1-2. In avanti il rombo accorcia la squadra nella zona centrale, aumentando le possibilità di dialogo, esaltate dal talento di Gucher, Di Quinzio e Minesso, senza trascurare la regia di De Vitis dalla retroguardia, con l’ulteriore supporto esterno di Lisi a sinistra.
SULLE SPALLE DI VERNA
Ovviamente il fronte destro non può essere abbandonato. Praterie per le forti gambe di Luca Verna, libero di scorrazzare praticamente in un quarto di campo (in alto a destra), con l’aiuto dei movimenti centrifughi di Minesso e delle punte. Spazio sfruttato dall’ex cosentino disegnando il cross del 2-2 e quello che aveva mandato in rete anche De Vitis, colto in un discusso offside. Lo sviluppo del gioco soprattutto a sinistra offrirà presto al mediano abruzzese un varco per gli inserimenti sul secondo palo che tanti gol hanno prodotto nel Pisa di Gattuso.
ILLUSTRI PRECEDENTI
Non è la prima volta che, apparentemente, si rinuncia ad una fascia. Fece altrettanto l’ultimo Pisa di Ventura nel 2009, allora però svuotando la sinistra, invece della destra. Il futuro ct azzurro passò dal 4-2-4 ad un 4-3-3 asimmetrico, con due attaccanti centrali e un’ala destra (l’honduregno Alvarez). Il terzino “di posizione” non è una novità: il primo Pagliari (stagione 2010-11), ereditando una squadra costruita da Stefano Cuoghi sulla difesa a 3, scelse lo stopper Gimmelli sul binario sinistro con esplicite funzioni di copertura. In fondo schierare un esterno difensivo “di posizione” è riprendere un concetto del calcio anni’80, che prevedeva un terzino marcatore ed uno fluidificante.
VARIANTI
Alcuni rischi emergono dall’analisi del nuovo dispositivo tattico. Il primo è che il Pisa, attaccando solo a sinistra, diventi prevedibile. Il secondo è che sulla destra la squadra risulti vulnerabile. In realtà D’Angelo ha altre opzioni. Una è stata esibita dal 20’ st contro il Siena, quando con Birindelli al posto di Meroni ha riequilibrato il sistema di gioco. Inoltre il tecnico può scegliere di spostare l’accento dalla sinistra alla destra, ad esempio trasferendo Lisi e collocando un terzino sinistro “di posizione” . –
Massimo Berutto
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