Sicurezza
Il derby speciale di Mosca-gol nello stadio che più lo ama
Con la maglia dell’Arezzo l’anno scorso fu decisivo per una salvezza da record Al Comunale lo rimpiangono: c’è curiosità sull’accoglienza che gli sarà riservata
PISA. Da una parte un passato in amaranto fatto di gol e grandi soddisfazioni, dall’altro un presente in nerazzurro ancora da decifrare. L’uomo copertina di questo Arezzo-Pisa è sicuramente Davide Moscardelli.
La sua presenza in campo è quasi certa, anche se Pesenti scalpita, con il 39enne attaccante pronto a dimostrare che ha ancora molto da dare, proprio nello stadio dove è stato idolo indiscusso per due anni.
Per ripartire alla grande servirebbe una prestazione simile a quella di un cestista: il suo idolo James Harden , 37 punti per la guardia di Houston contro Philadelphia, ma anche in linea con quanto fatto da Mosca quando affrontava il Pisa da avversario.
Solo nella passata stagione 3 gol in due partite decisivi per regalare 6 punti pesantissimi alla sua squadra. In amaranto Moscardelli è stato decisivo per le 28 reti, alcune di queste autentici capolavori, ma soprattutto per quanto ha dato sotto il profilo caratteriale nei momenti di grande difficoltà del club.
Le sue doti di leadership hanno avuto un peso specifico enorme sul quarto posto della prima stagione e soprattutto sull’incredibile salvezza della seconda con mister Pavanel, nonostante i 15 punti di penalizzazione. Doti che a Pisa sono emerse solo a tratti.
Voluto fortemente dal Ds Roberto Gemmi, lo stesso che lo portò ad Arezzo, Moscardelli finora ha segnato appena 3 gol, che hanno portato 7 punti, contro Cuneo, Pistoiese e Albissola. Nel mezzo un infortunio (subito proprio a Pistoia) che lo ha tenuto fuori quasi due mesi. Una coesistenza non facile quando gioca al fianco di Marconi ( le cose vanno meglio quando D’Angelo adotta la staffetta) e una voglia di calciare in porta che a volte lo porta un po’ a strafare.
A Pisa credono ancora in lui anche se in attacco è arrivato Pesenti e a breve tornerà a disposizione Marconi. Sabato sera è uscito dal campo un po’ arrabbiato dopo la sostituzione nella gara pareggiata con il Siena, ma il mister lo ha difeso: «La sua rabbia era dovuta al fatto che non trovava la sua fascia di capitano personalizzata. Mosca non segna da un po’ ma per noi è un giocatore importante che crea sempre pericoli ed è molto facile da gestire».
L’aria di Arezzo potrebbe rilanciarlo. Qui ha lasciato tanti amici e un rapporto di grande serenità con la città, dove ha vissuto solo un anno. Nei primi dodici mesi faceva il pendolare visto che abitava in una casa sul lago Trasimeno. Poche uscite, sempre e solo con i compagni di squadra ma ad Arezzo lo rimpiangono un po’ tutti. Chissà se l’accoglienza per quello che per tutti è Mosca gol sarà calorosa o preoccupata. —
Andrea Chiavacci
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