Nerazzurri sfortunati Un gol per tempo e il Cuneo esulta
PISA. La porta piemontese è stregata e l’appuntamento con la vittoria è rimandato ancora una volta. Niente aggancio in classifica, è un Cuneo cinico e fortunato a conquistare l’intera posta in palio dopo otto ko di fila.
Al “Gemignani” decide il match la doppietta di Vincenti, autore di una rete per tempo. Pisa arrembante e sfortunato in avvio. Nerazzurri a trazione anteriore e schierati col 4-2-3-1; out per infortunio il terzino Carelli, esordio in campionato per Nannipieri, fermo ai box da agosto.
La truppa di Birindelli preme sull’acceleratore e piazza l’accampamento nella metà campo ospite. Squilli di Caradonna (assist di Landucci) e Di Benedetto, la prima ghiotta chance arriva all’8’: parata super di Santarelli su Campigli, poi il tiro di Panattoni si stampa sul palo.
All’11’ la dea bendata volta nuovamente le spalle ai nerazzurri; Panattoni svetta sul cross di Masetti, la zuccata bacia la parte inferiore della traversa: la sfera danza sulla linea, poi Santarelli la fa sua. Con il passare dei minuti la gara diventa più equilibrata; il Pisa fa la partita, Cuneo attendista. Al 32’ gli ospiti colpiscono. Sugli sviluppi di una punizione di Marchisone dalla sinistra Vincenti firma il vantaggio con un mancino al volo ad incrociare.
Prima del break una chance per parte su punizione: Santarelli respinge il destro a giro di Di Benedetto, Marchisone manca il bersaglio. Il Pisa parte forte nella ripresa e ha un’occasione con il colpo di testa di Panattoni (assist di Campigli). Ma, al 55’, è ancora il Cuneo a colpire. Vincenti lascia sfilare un lancio dalla destra, manda fuori causa Galligani e fulmina Iacoponi con un sinistro che si insacca all’incrocio.
Pisa subito pericoloso con la punizione di Zefi (56’), al 72’ ospiti vicini al tris: la zuccata di Nasta su punizione dalla destra colpisce il palo esterno. Nel finale assalto nerazzurro. Alla mezz’ora parata super di Santarelli su Salvaggio, ancora pericoloso all’85’ (numero e assist al bacio di Panattoni) e all’88’: entrambe le conclusioni vengono murate. In extremis i rasoterra di Zefi e Petrosino mancano il bersaglio. —
Alessandro Marone
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