Gioco
Paolo Andreotti fa rivivere l’emozione della vittoria del 2000
«Dovevamo vincere a tutti i costi per recuperare punti al Siena e ci riuscimmo. Fu una bella partita in un’Arena gremita»
L’INTERVISTA
L’esito di un avvincente testa a testa fra Pisa e Siena ha probabilmente determinato l’approdo finale della carriera di Paolo Andreotti: se il team nerazzurro, guidato da Francesco D’Arrigo, nel 1999-00, oltre a prevalere nello scontro diretto all’Arena Garibaldi, avesse superato i cugini bianconeri in vetta alla classifica, l’indimenticabile numero 4 avrebbe esordito in serie B nella squadra del cuore. Un solo maledetto punto consegnò la promozione diretta ad un Siena a corto di ossigeno e accusato di un presunto tentativo di combine (che però non venne rilevato dalla giustizia sportiva).
Andreotti, il Pisa non batte il Siena da quel 30 aprile del 2000. Cosa ricorda di quella gara?
«Un ricordo bellissimo. Io mi procurai il rigore e a trasformarlo fu Savoldi. Avevamo un accordo, che fece arrabbiare l’allenatore. Comunque Gianluca segnò. Dovevamo vincere a tutti i costi per recuperare punti al Siena e ci riuscimmo. Fu una bella partita in un’Arena gremita».
In assenza di Quaranta era lei il capitano. Pochi giorni prima aveva alzato la Coppa Italia...
«Io ero il capitano del Pisa e quello del Siena era Mignani, l’attuale allenatore bianconero. E fu lui a commettere il fallo da rigore su di me. Comunque era un difensore bravo ed attento».
Voi batteste il Siena, che poi però volò in B.
«Ogni tanto ripenso alla partita di Lucca: se avessimo vinto, avremmo potuto ottenere la promozione diretta. Poi perdemmo anche i playoff e rimanemmo al palo».
Uno spartiacque nella sua carriera: dall’opportunità della B alla partenza...
«Avevo già un accordo con la società, ma poi successe qualcosa fra me e l’allenatore. Un litigio che in seguito è stato chiarito».
Il derby di domani inaugura tre scontri diretti ravvicinati. Può essere determinante?
«Il Siena è da prendere con le molle. Una vittoria potrebbe far rinascere un po’ di entusiasmo in città, da sfruttare nelle successive due partite».
Cosa pensa del mercato nerazzurro?
«La società si è mossa bene. Io prima di operare in attacco mi sarei concentrato in altre zone del campo, dove il Pisa durante il campionato ha dimostrato qualche lacuna. Comunque adesso la dirigenza sta cercando di coprirsi le spalle».
Cosa manca al Pisa per compiere il salto di qualità?
«La continuità di risultati e la determinazione. La squadra deve scendere in campo facendo capire da subire che c’è il Pisa e basta. Inoltre non deve perdere partite».
Da tifoso su quali giocatori punta particolarmente?
«Io ho sempre creduto nel gruppo. Nelle mie squadre non ci sono mai state stelle, ma bravi giocatori che si davano una mano, camminando insieme. Lo spogliatoio secondo me è l’aspetto più importante nel calcio». —
Massimo Berutto
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