Il dolore
Gravina spinge per la B a 22 e boccia il progetto squadre B
Il presidente della Figc però pensa anche alla possibilità di una riduzione drastica del calcio professionistico se così deciderà il governo
PISA. Il futuro del calcio italiano è legato alla riforma dei campionati. Sarà fondamentale capire quante squadre prenderanno parte ai prossimi campionati e se aumenteranno le promozioni dalla serie C alla B.
Da una parte il presidente della Lega B Mauro Balata spinge per una riduzione del torneo cadetto da 19 a 18 squadre, dall’altra il nuovo presidente della Figc Gabriele Gravina, in una intervista alla Gazzetta, rilancia una sua vecchia idea. «La B tornerà a 22, a meno che non intervenga una decisione del Consiglio Federale con la maggioranza dei tre quarti. Detto questo possiamo stabilire il percorso che porti in via definitiva la B a 20 squadre, con la mia disponibilità al blocco dei ripescaggi». L’idea di Gravina è quella di portare in breve tempo A e B a 40 squadre totali, portando la serie C a 60 squadre in regime di semiprofessionismo e con agevolazioni fiscali per le società partecipanti.
Quella del blocco dei ripescaggi è un’idea che piace al presidente del Pisa Giuseppe Corrado, meno al presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli che non vuole aumentare le promozioni in corsa ma in caso di una B a 22 è intenzionato a ripescare tre squadre dalla C. Quindi le promozioni per questa stagione resterebbero 4 (una per girone più una ai playoff) con otto retrocessioni totali dalla C alla D.
L’idea di Gravina però potrebbe aprire nuovi scenari.
Il Pisa e molti club di Lega Pro spingono per aumentare il numero delle promozioni. Corrado ne chiedeva due per girone più una ai playoff, per un totale di sette. Le dichiarazioni di Gravina sembrano riaprire la partita per aumentare i posti tra i cadetti, ma soprattutto chiudono le porte ai ripescaggi al termine della stagione.
Una data importante resta quella del Consiglio federale del 31 gennaio. Intanto Gravina boccia anche l’esperimento delle squadre B in serie C: «Il progetto non mi piace e lo chiuderò» . –
Andrea Chiavacci
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