Il Tirreno

Pisa

molti precedenti dopo i tempi di romeo 

A volte ritornano: Raimondi, Mannini e altri big hanno preceduto Verna

Massimo Berutto

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PISA. Grande attesa per il ritorno in campo di Luca Verna. Un rientro alla base molto particolare: dopo la gestione di Romeo Anconetani (che non amava particolarmente riaccogliere i giocatori, se non i giovani in prestito) sono stati numerosi i ricongiungimenti con beniamini del passato, ma solo in un altro caso il Pisa nella sessione invernale aveva puntato sull’immediato ritorno, con Federico Balestri nel gennaio 2001: l’attaccante pisano doc interruppe la permanenza in prestito nella formazione bulgara Chernomorets Burgas e si riaggregò al Pisa, festeggiando il 22º compleanno con una rovesciata vincente contro l’Albinoleffe. In realtà, come nel caso di Balestri, anche per Verna si tratta del ritorno di un calciatore che a Pisa ha già vinto un campionato e che scende di categoria. Complessivamente 8 i rientri a gennaio: completano l’elenco Pasquale Logarzo (come Balestri nel 2001), Federico Viviani (nel 2008, dopo l’esordio in nerazzurro nel 1998-99), Emanuele D’Anna (2009), Gabriel Raimondi (2011), Gael Genevier (2012) e Daniele Mannini (2014). Escludiamo Andrea Arrighini, che prima del gennaio 2015 aveva militato solo nelle giovanili rossocrociate.

ARMA IN PIù

La zona nevralgica del campo non sembrava la più bisognosa di acquisti ed invece è stata ritoccata con l’ingaggio non soltanto di Verna, ma anche di Gamarra, senza contare Minesso, che D’Angelo in un 3-5-2 ha adattato anche in mezzo al terreno di gioco. Con Gamarra anche Gucher ha finalmente un vice, che può ricoprire le medesime mansioni. Luca Verna invece è un calciatore in più, con caratteristiche intermedie rispetto ai colleghi di repartoMarin e De Vitis. Insomma non è un doppione, ma un valore aggiunto.

DIFFICILE 2018

Verna, nonostante la retrocessione del 2016, si era conquistato la permanenza in B al Carpi, dove aveva conquistato la maglia da titolare, realizzando 4 reti in B nelle prime 24 giornate del 2016-17. A Cosenza con Piero Braglia ha totalizzato appena 7 apparizioni.

ATTEGGIAMENTO

Conosciamo bene Braglia e il suo modo di intendere il calcio: rapido il tragitto dal campo alla panchina (vedi Zavagno a Pisa) come quello opposto (percorso da Ceravolo). «Io guardo gli atteggiamenti» ha sibilato il tecnico del Cosenza in una conferenza stampa, giustificando alcune esclusioni (non solo di Verna). Più o meno il verbo di Gennaro Gattuso, che invece, da ex mediano campione del mondo, riponeva grande fiducia nel suo allievo. Importante sarà l’atteggiamento anche al rientro in C1: il modo più sicuro per stabilirsi definitivamente in B è riconquistare la categoria insieme alla propria squadra. —

Massimo Berutto

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