Nella storia nerazzurra i giocatori stranieri sono arrivati da 39 Paesi
PISA. Sebastian Ruiz Gamarra è il primo boliviano nella storia del Pisa. Salgono a 39 i Paesi che hanno dato i natali agli stranieri nerazzurri in quasi 110 anni di storia calcistica. In questa statistica non ci basiamo sulla nazionalità (talvolta doppia), ma semplicemente sul luogo di nascita. Un esempio: Jevrem Kosnic (nerazzurro nel 2013-14) è venuto alla luce in Svizzera, anche se le sue origini sono serbe, già garantite, ad esempio, dal portiere Petkovic o dall’esterno Dobrijevic (2006-07).
Il mappamondo nerazzurro si è particolarmente arricchito nelle ultime quattro stagioni, con ben 10 nuove bandiere: oltre alla Bolivia, l’Albania di Cani e Manaj, la Grecia di Makris, il Kosovo di Ujkani, il Congo di Mudingayi (belga) e, solo nello scorso campionato, la Lettonia di Reinholds, il Montenegro di Sabotic, l’Austria di Gucher, la Svezia del giovane Lidin (ora al Lund) e la Spagna di Sainz-Maza.
La Bolivia rappresenta il settimo Paese “pisano” di Oltre oceano. Il territorio che ha offerto più giocatori, non solo dell’America ma di tutto il globo, è l’Argentina: ben 16, compresi gli “storici” Rizzo, Di Paola, Ganduglia, Lombardo, Ponzinibio, l’indimenticabile portiere Ciappi (nato a Buenos Aires) e, ultimissimo in ordine temporale, Alexis Ferrante, nerazzurro nella scorsa annata. Sei i brasiliani, da Dunga a Santochi II (nato a San Paolo). Cinque gli uruguaiani, mentre Ricardo Paciocco è il portabandiera del Venezuela. L’onore degli Stati Uniti è stato difeso da Luigi Giuntoli, in campo nella finale scudetto con la Pro Vercelli nel 1921. Nel Pisa ha militato anche un giocatore del Costa Rica, Anco Marcio Vargas, rossocrociato all’inizio degli anni Cinquanta.—
Massimo Berutto
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