La manifestazione
Una scelta molto coraggiosa: la squadra è interamente formata da boys del 2001
Il Pisa paga lo scotto della differenza di età con gli avversari C’è un solo 2000, Spadoni, e nella rosa sono presenti ben quattro giovanissimi del 2002
PISA. Il 2018 si è chiuso col pesante ko di Olbia (5-0) per la Berretti di Alessandro Birindelli che occupa il penultimo posto in classifica con 9 punti; due vittorie, tre pareggi e sette sconfitte il ruolino di marcia della truppa nerazzurra.
Contro le prime tre squadre del girone il Pisa non ha sfigurato e ha retto l’urto, sfoderando buone prestazioni. Identico il punteggio nei tre match: 2-0. A novembre l’Arezzo si è imposto al “Gemignani” grazie ad un’autorete e ad una zuccata del bomber fuori quota Caselli.
Prima dell’Olbia i nerazzurri hanno affrontato nel giro di quattro giorni, perdendo solo nel finale, le due corazzate Virtus Entella e Torino. In casa dei liguri la truppa di Birindelli ha giocato una delle migliori partite della stagione, mettendo alle corde i biancocelesti e confezionando numerose chance.
Alti e bassi nella stagione dei nerazzurri, iniziata con due ko di misura contro Cuneo (3-2) e Robur Siena (1-2). La prima vittoria, soltanto sfiorata quattro giorni prima (1-1 al “Gemignani” con la Carrarese) è arrivata ad Halloween: 2-1 in rimonta all’Albissola con sigilli di Salvaggio e Di Benedetto dal dischetto. Dopo la prima gioia stagionale, a novembre il ko di misura nel derby con i cugini del Pontedera e la sconfitta con l’Arezzo; nel mezzo il pari pirotecnico nel derby del Foro con la Lucchese: rossoneri due volte in vantaggio e due volte ripresi da Salvaggio e Spadoni.
Dicembre è stato il mese con più gare disputate, ben 5. Dopo il deludente 1-1 tra le mura amiche contro la Pistoiese, il Pisa ha conquistato la seconda vittoria stagionale recitando il ruolo di corsaro in Sardegna: roboante manita rifilata all’Arzachena, doppiette per Di Benedetto e Salvaggio e sigillo di Panattoni.
Poi un calendario di ferro e tre sconfitte di fila contro le corazzate Virtus Entella e Torino e l’Olbia. Una squadra giovane quella nerazzurra: la rosa è formata da ragazzi nati tutti nel 2001. L’unico 2000 è la punta Spadoni, aggregati alla Berretti anche quattro 2002: i terzini Carelli e Liberati (per lui è arrivato anche l’esordio in prima squadra all’Arena in Coppa Italia contro l’Arzachena), il centrocampista Penco e la punta Panattoni, a disposizione di mister Birindelli anche nella scorsa stagione (l’Under 16 ha sfiorato la finalissima nazionale) e titolari a tutti gli effetti.
In alcuni casi la truppa nerazzurra ha pagato un po’ di esperienza e fisicità, ma il valore della rosa non rispecchia il piazzamento in classifica. Se nel pacchetto arretrato (inamovibile l’elegante centrale difensivo Masetti, spesso affiancato da Galligani; tra i pali Iacoponi) e a metà campo (Di Benedetto e Penco in campo quasi sempre dal 1’) le gerarchie sono abbastanza delineate, nel reparto avanzato mister Birindelli attua un’ampia rotazione dei giocatori a disposizione.
La Berretti gioca con la difesa a quattro, il modulo è camaleontico: 4-3-1-2, 4-3-3 o 4-2-3-1 a seconda degli interpreti. Capocannoniere della squadra è il grintoso capitano Di Benedetto, implacabile dal dischetto (quattro dei sei centri sono arrivati su rigore), alle sue spalle Salvaggio con cinque reti. 2 gol per Panattoni, 1 a testa per Spadoni e Caradonna. Ancora a secco il talentuoso Campigli, uno dei giocatori dal tasso tecnico più elevato in rosa; a gennaio tornerà a disposizione Nannipieri, fermo ai box da mesi per un infortunio alla spalla. —
Alessandro Marone
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