La protesta
Di Quinzio, il numero dieci che illumina il gioco del Pisa
Oggi sarà l’unico ex in campo: in Piemonte ha giocato tre stagioni conquistando la terza serie. Da un mese a questa parte è sempre più spesso l’uomo decisivo
PISA. Un 2018 fatto di alti e bassi sul campo fino a un mese fa, poi la svolta personale con una fine d’anno da incorniciare non solo per le tre reti e i 3 assist in campionato, ma soprattutto per la nascita del figlio Gabriele il 21 novembre scorso. La serenità del numero 10 nerazzurro ha i suoi effetti benefici sul rettangolo di gioco. Inoltre nel luglio scorso Davide Di Quinzio ha rinnovato il contratto fino al 2021 con il Pisa, un particolare che il giocatore ha svelato poche settimane fa durante una trasmissione televisiva.
Di Quinzio è uno dei tre ex di turno di questo Cuneo-Pisa (gli altri sono l’allenatore Scazzola e il diesse Borgo su sponda biancorossa) che chiude l’anno solare dei nerazzurri.
In Piemonte Di Quinzio ha disputato due stagioni importanti tra il 2011 e il 2013 conquistando la promozione in Prima divisione, l’attuale serie C, collezionando 54 presenze e 3 reti. Un rendimento costante che gli è valso la chiamata della Spal con cui nel 2015-2016 ha conquistato la promozione in B come uno dei fari della manovra dei biancazzurri di Leonardo Semplici che iniziarono ha costruire le fondamenta per un solido futuro in serie A. Una B che però Di Quinzio non ha mai vissuto da protagonista. Prima la cessione al Como e poi il passaggio al Pisa dove dall’estate del 2017 insegue il sogno della cadetteria. Nella prima stagione 32 presenze e 4 reti e un rapporto non sempre facile con i tre allenatori, soprattutto con Pazienza, che spesso lo fa partire dalla panchina o lo sostituisce.
Quest’anno con mister D’Angelo l’inizio non è stato semplice e si sono messi in mezzo anche i guai fisici. Con la partita di Lucca dell’11 novembre scorso qualcosa è cambiato. Al Porta Elisa Di Quinzio gioca con De Vitis dietro l’unica punta Marconi a cui regala l’assist del decisivo 1-0 su calcio d’angolo. Anche se D’Angelo insiste con il 3-5-2 nell’ultimo mese Di Quinzio ha maggior libertà per svariare in avanti. I progressi sono evidenti con il picco dei tre gol in una settimana a metà dicembre: la punizione in casa della Juventus Under 23, il guizzo d’attaccante con l’Arzachena, il colpo di astuzia e classe con il Pontedera. Dopo ogni gol una corsa e il dito in bocca per ricordare la nascita di Gabriele.
Infine la bella prestazione nel boxing day di Novara con i due passaggi vincenti per Marconi e Masucci e tante giocate interessanti, sia in contropiede che sulle palle inattive. In questo ruolo Di Quinzio è un’arma in più, altrimenti diventa un giocatore come tanti. Adesso sta a lui, alla soglia dei 30 anni, diventare sempre più costante e prendersi il Pisa sulle spalle. —
Andrea Chiavacci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
