Il Tirreno

Pisa

ippica 

San Rossore, tra Santo Stefano e la Befana quattro grandi appuntamenti con i cavalli

Francesco Loi
San Rossore, tra Santo Stefano e la Befana quattro grandi appuntamenti con i cavalli

L’ippodromo offre un’opportunità diversa per trascorrere queste festività dopo lo stress dei regali e dei tanti cenoni  

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Per una singolare circostanza nel calendario ippico nazionale l’ippodromo di San Rossore presenta cinque giornate di corse che si collocano una dietro l’altra in altrettante festività. Ovvero, dopo quella di ieri, anche mercoledì 26 (Santo Stefano), domenica 30 e poi nei giorni di Capodanno (mercoledì) e di Befana (che quest’anno coincide con la domenica).

In queste giornate, oltre alle consuete iniziative per il pubblico (con particolare attenzione per i bambini) che si possono leggere in questa stessa pagina, l’ippodromo celebra la festa con due significative tradizioni: il brindisi offerto al pubblico nel giorno di Capodanno e la “calza” per i bambini nel giorno di Befana.

Sono questi alcuni dei buoni motivi per proporre l’ippodromo di San Rossore non soltanto come il luogo dove si può ammirare l’attività agonistica del cavallo da corsa e del fantino, ma anche come occasione per socializzare nella maniera più compiuta.

Se si aggiunge che un pomeriggio alle corse offre anche la rara opportunità di vivere la natura senza contaminazioni, ecco che l’ippodromo, soprattutto quando il tempo non è troppo ostile, diventa l’occasione ideale per trascorrere un giorno di festa con la famiglia o con gli amici.

Forse i pisani hanno fatto fin troppo l’abitudine alla bellezza di San Rossore e all’unicità del Prato degli Escoli con i suoi colori ed i suoi protagonisti, ma chi viene da fuori resta sempre affascinato da questo luogo incastonato nelle pinete che ha sullo sfondo le Apuane, non raramente lampeggianti di neve, mentre dal mare giunge “un’aer”, come direbbe D’Annunzio, d’inconfondibile fragranza.

A tutto questo si unisce la parte strettamente sportiva, la possibilità di scommettere sulle corse dei cavalli tra abilità dei conoscitori, la fortuna del principiante o semplicemente lasciarsi guidare dal nome che piace di più o dal numero preferito.

Non si può dunque sottovalutare cosa rappresenti un pomeriggio all’ippodromo nell’economia del proprio tempo libero.

Tanto più in una circostanza così particolare come quella offerta da cinque festività che si allineano senza soluzione di continuità, un’occasione unica per liberarsi la mente dalle angosce create dalla rincorsa ai regali natalizi, ma soprattutto dalle calorie accumulate in pranzi e cenoni di vario genere.

E se a qualcuno, meno avvezzo a festeggiare a tavola le feste comandate a suon di agnellotti, zamponi e pandori, venisse il sentimento di uno spuntino lontano dalle mura di casa, l’ippodromo può offrire numerose opzioni, sia al ristorante al centro del prato (chef Alessandro Venturi) sia alla trattoria “Equus” (chef Sara Gorini).

Come si vede, la gamma dei motivi di attrazione offerti dall’ippodromo in una giornata festiva è molto vasta: certamente lo spettacolo delle corse, ma anche l’aria salubre e la possibilità di evadere facendo anche divertire i bambini. È certo che l’umore dell’intera famiglia ne guadagnerà.

Del resto, c’è una letteratura che esalta il benefico influsso dell’ippodromo sull’umore.

Lo scrittore Manlio Cancogni, nel suo romanzo “La carriera di Pimlico”, racconta l’esaltazione di mister Pickot quando entra in un ippodromo: “Mi sentivo avvolto da un’esaltazione di libertà che non potrei descrivere se non con una parola: felicità”. —

Francesco Loi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web