La protesta
Calori: Moscardelli è un numero 9 che vorrei sempre in squadra
Grande protagonista della promozione in serie B nel 2007 ha giocato insieme al bomber 16 anni fa nella Sangiovannese
il personaggio
Simone Calori ha conosciuto Davide Moscardelli quando ancora il futuro capitano del Pisa non portava la barba. Era l’annata 2002-03. L’attaccante italo-belga esordì fra i professionisti nella Sangiovannese, in C2, dopo aver segnato a raffica nel Guidonia in Eccellenza laziale. E nella stagione successiva, saltando altre due categorie, salì direttamente in B alla Triestina. Calori era collega di Moscardelli a San Giovanni Valdarno, dove l’ex difensore nerazzurro (a Pisa nel 2006-07 e nel 2010-11) è tornato a giocare da 2 stagioni.
Calori, con lei e Moscardelli la classe 1980 è ancora protagonista in campo...
«Mi sento bene, ma quest’anno sto dando soprattutto una mano a mister Renato Buso».
Cosa ricorda di Moscardelli “senza barba” ?
«Che stava meglio... Scherzi a parte, Moscardelli da San Giovanni ha iniziato la sua ascesa nel calcio. È stato bravissimo nel cogliere le occasioni che ha avuto. È un attaccante difficile da trovare. Il numero 9 che vorrei sempre avere».
Un aneddoto su Mosca?
«Ricordo la prima volta che partimmo insieme per andare in ritiro. Dai finestrini del pullman notammo nel parcheggio una Fiat Punto molto elaborata e decorata. Era di Moscardelli, uno che ama adornare le auto e dotarle di stereo. Secondo me Davide è un grande personaggio, che con i suoi colori ravviva il calcio. A Pisa ha trovato la piazza giusta, altrettanto colorata».
Le caratteristiche dell’ex bolognese si abbinano bene a quelle di Marconi?
«Moscardelli può giocare anche come seconda punta. Ha un gran tiro da fuori. Può giovarsi della presenza di un altro centravanti, che faccia il lavoro sporco per lui. Sicuramente non ha le caratteristiche di Dybala, ma può far bene dietro ad un altro attaccante forte fisicamente».
La difesa a 3 del Pisa è in crescita, ma non sembra avere un giocatore “alla Calori”, rapido ed esplosivo nei recuperi e nelle diagonali...
«Secondo me nella difesa del Pisa, ma non solo in quella nerazzurra, manca la leadership. Comunque la retroguardia non sta giocando male, come testimoniano i 14 gol subiti. Io sto sempre attento alla classifica delle reti al passivo, perché quasi sempre fanno la differenza». —
Massimo Berutto
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