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Pisa

La strana vigilia di Mannini, il grande ex «Parlerò solo la prossima settimana»

A.Q.
La strana vigilia di Mannini, il grande ex «Parlerò solo la prossima settimana»

L’esterno ha un guaio al polpaccio, ma quasi sicuramente sarà in campo dopo lo stop nelle ultime due gare

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PONTEDERA. «Non me la sento di parlare. Lo farò la prossima settimana». Daniele Mannini è in auto quando ribadisce la sua volontà di concentrarsi esclusivamente sul campo per la partita che lo vede nello scomodo ruolo di “grande ex”. Pisano di nascita, a lungo in maglia nerazzurra passato quest’estate a Pontedera con l’idea tattica di fare qualcosa di diverso, il 35enne si appresta a vivere il derby con un problema fisico che lo ha costretto al riposo nelle ultime due gare. «Ha un indurimento al polpaccio che dobbiamo gestire – spiega il direttore generale granata, Paolo Giovannini – Il rischio è che si trasformi in qualcosa di peggio e debba fermarsi a lungo». Ma alla domanda se Mannini sarà regolarmente in campo, il dirigente risponde: «Più sì che no».

Difficile pensare a un Pontedera senza il giocatore con maggiore esperienza, anche alla luce del forfait di un altro ex, Andrea Caponi. Ma la voglia di non parlare dell’esterno è influenzata anche dalla sua condizione fisica non perfetta. Fare proclami non è mai rientrato nel suo stile. A maggior ragione a ridosso di una gara così delicata che per lui è una sfida speciale. Fin dai tempi della preparazione estiva, infatti, ha sempre evitate paragoni col passato o riferimenti alla sua “ex casa”. Da essere uno dei giocatori più rappresentativi dei nerazzurri si è trovato di fronte al fatto di doversene andare. E ha scelto Pontedera anche per provare a cambiare completamente: oltre alla squadra anche il ruolo.

L’inizio in granata è stato per lui una dimensione completamente nuova. Da stantuffo di fascia, avanti e indietro, è partito a ridosso dell’unica punta che, in quel momento, era Lorenzo Pinzauti. Un avvio di stagione faticoso, tra la condizione atletica da trovare e i tempi giusti per le giocate e la corretta posizione da assimilare. Un habitat non proprio a lui familiare che, infatti, ha stentato. Poi è arrivato il cambiamento. Anzi, il ritorno alle origini. «Ci siamo trovati nella situazione di dover fare delle scelte – ammette Giovannini – Ma l’elemento su cui è ruotato tutto il ragionamento è stato Pinzauti, non Mannini. Lorenzo è un attaccante sul quale puntiamo molto. E lo vedevamo troppo isolato all’inizio contro le difese avversarie. Mannini è un giocatore che gli avrebbe garantito assist. Ma con Tommasini al suo fianco avremmo avuto più peso in attacco e meno pressioni su Pinzauti. Ne abbiamo parlato con Mannini che ci ha dato la disponibilità sia a giocare in avanti che a disporsi di nuovo sulla fascia».

E la scelta è stata di riportare Daniele lungo la linea del fallo laterale dove, tra l’altro, il suo rendimento è nettamente migliorato. «È stato tra i migliori dell’ultimo periodo – dice ancora il direttore generale – Peccato che si sia dovuto fermare nelle gare con Pro Piacenza e Pistoiese. Contiamo molto su di lui e, devo dire, che con Ropolo dietro a coprirlo, in pratica gioca come se fosse trequartista, ma vicino al fallo laterale. Per noi è un valore aggiunto molto importante». Impensabile che sia una gara normale per un giocatore del genere. —

A.Q.

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