Il Tirreno

Pisa

Pisa, tutto liscio con l’Arzachena all’Arena può tornare il sorriso

Antonio Scuglia

Di Quinzio e Marconi chiudono la pratica in meno di venti minuti, la vittoria casalinga mancava da quasi due mesi

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. È fredda la serata dell’Arena: 7 gradi sul termometro e qualcosa in meno dentro le ossa, nel prepartita la fonica manda a tutto volume anche l’immortale “Should I stay or should I go” dei Clash, testo involontariamente provocatorio (in italiano suonerebbe “Devo restare o me ne devo andare?”) per riscaldare l’ambiente. E sugli spalti è la partita meno vista della stagione: appena 446 biglietti staccati, 4.830 il dato ufficiale compresi i 4.384 abbonati.

Il Pisa però non soffre di ipotermia ed anzi sono proprio i nerazzurri a ghiacciare le speranze ospiti con un perentorio uno-due nei primi 18 minuti firmato Di Quinzio e Marconi.

Che basterà per battere gli smeraldini senza alcun affanno e riconquistare l’Arena dove, Coppa di C a parte (proprio contro l’Arzachena), non vinceva dal 17 ottobre.

Le squadre scendono in campo con qualche sorpresa per i risultati del pomeriggio: solo un pari per la Carrarese contro il Gozzano, addirittura ko la capolista virtuale Entella in casa contro la Pro Patria e l’Arezzo piegato per 2-1 dal Pro Piacenza. 3-5-2 lo schieramento dei nerazzurri: i difensori sono Meroni, Masi (che dopo soli 6’ dovrà lasciare il posto a Brignani per un problema alla coscia) e Liotti; Di Quinzio in bilico fra mediana e trequarti, c’è Masucci a supporto di Marconi in attacco e il capitano Moscardelli rimane in panchina.

Dall’altra parte Giorico replica con il 3-5-2: davanti a Ruzittu lo schermo formato da Busatto, La Rosa e Baldan; Arboleda e Pandolfi esterni di centrocampo (in pratica terzini aggiunti) con Porcheddu, Casini e Gatto in mediana; il quasi omonimo del portiere, cioè Ruzzittu, e Sanna in attacco.

La partita si apre e si chiude subito. Perché il Pisa parte a spron battuto e dopo due minuti passa: Di Quinzio conquista una punizione sulla trequarti sinistra, batte al centro Liotti, Birindelli di testa indirizza verso l’area piccola dove una respinta aerea di un difensore favorisce l’inserimento di Di Quinzio che con un drop sinistro fa battere il pallone per terra e poi sotto la traversa. 1-0 e smeraldini subito nel panico perché sono costretti a lasciare ampi spazi alle ripartenze del Pisa. Su una di queste arriva il 2-0, al 18’. Gatto dalla sinistra batte una punizione insidiosa quasi dalla linea di fondo e Gori alza sopra la traversa, sull’angolo l’Arzachena perde palla e Di Quinzio fa tutta l’autostrada senza trovare opposizione, arriva al limite dell’area e premia l’arrivo di Marconi per servirlo in mezzo all’area piccola da dove gli basta accarezzare la palla per deporla in rete.

Al 28’ lo stesso Marconi ruba addirittura un gol a Masucci: l’attaccante campano irrompe su una respinta di Ruzittu che cercava di salvarsi da una sassata di Gucher; Marconi era in fuorigioco netto ma non se ne era accorto, e così ha anticipato il compagno segnando a porta vuota un gol annullato alla velocità della luce. E la ripresa? Non pervenuta. Si poteva anche non giocare, perché l’Arzachena non è riuscita a reagire e il Pisa non ha mai provato a rimpinguare il suo bottino, anzi non ha neanche usato tutte le sostituzioni a sua disposizione.

La gara è iniziata con un minuto di raccoglimento e il Pisa ha giocato con il lutto al braccio per la scomparsa del cavalieri Sestilio Paletti, socio del club e padre del vicepresidente Mirko. Da Giuseppe Corrado sono arrivate anche le condoglianze a Luca Giannini, fino a pochi mesi fa responsabile del settore giovanile, per la morte dell’adorata moglie Paola.

Ma la sfida deve andare subito in archivio: domenica si torna di nuovo in campo, per un bel derby d’alta quota (ore 18.30) con l’ottimo Pontedera, che ieri sera ha battuto la Pistoiese e ora è quarto con un punto in più (ma una partita da giocare in meno) rispetto agli stessi nerazzurri in attesa del posticipo odierno Lucchese-Pro Vercelli. L’infermeria preoccupa un po’ i nerazzurri: oltre a Masi uscito subito, all’inizio della ripresa ha dovuto dare forfait anche Liotti . Nel finale De Vitis si è accasciato dolorante per una trentina di secondi dopo un passaggio ma poi ha terminato il match. A Pontedera si spera di recuperare Marin. —



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