Il Tirreno

Pisa

L’intervista 

Balestri: al Pisa per ripartire serve personalità

Massimo Berutto

L’ex terzino nerazzurro ora fa parte dei quadri tecnici del Ponsacco, avversario dell’Albissola nella passata stagione

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PISA. Contro una compagine della nostra provincia l’Albissola ha conquistato una determinante vittoria per la promozione in Lega Pro nella scorsa primavera. A farne le spese il Ponsacco, che presidiava la vetta della classifica in serie D, cullando il sogno di tornare in terza serie (rinnovato nel torneo in corso).

Ne sa qualcosa Iacopo Balestri, pisano doc ed ex nerazzurro, che adesso è il Responsabile Scouting della società rossoblu.

Balestri, cosa ci dice della compagine ligure?

«Nella scorsa stagione disputò un girone di ritorno a dir poco strepitoso, inanellando una lunga serie di vittorie. La vidi giocare all’andata e allora aveva grandi difficoltà, non disponendo di un organico costruito per salire in C. Invece nella seconda parte del torneo, con qualche cambiamento, ebbe un incredibile rendimento» .

Pochi mesi dopo, la matricola savonese è già notevolmente cambiata: esonerato il tecnico promozione Fossati e profondamente rinnovata la rosa...

«Dopo il salto di categoria è tutto diverso. È comprensibile che l’Albissola abbia incontrato difficoltà in un campionato di livello superiore».

Il mister biancazzurro è Bellucci, che come lei ha alle spalle una lunga carriera da calciatore di A e B.

«Siamo entrambi nati nel 1975. È stato un grande attaccante. Lo ricordo da avversario ai tempi del Bologna. Mi è sempre piaciuto molto come calciatore e come persona».

Come fotografa il girone ?

«Per ora ci si capisce poco. I calendari delle squadre sono sfalsati. Ci sono formazioni che giocano 3 partite in una settimana. La classifica è un rebus: per leggerla serve un interprete. Mi dispiace per la sconfitta del Pisa a Carrara, ma voglio essere ancora fiducioso».

Cosa è successo ai nerazzurri?

«Secondo me serve un po’ di personalità in più. Dobbiamo stare dalla parte dei calciatori, perché ne hanno bisogno. Ora si sentono attaccati da ogni direzione, ma devono essere bravi a tirar fuori la forza di reagire. È un momento che vivono anche le grandi squadre. Una sconfitta pesante rischia di segnare la stagione in un ambiente importante come Pisa, che spera sempre di disputare un campionato di vertice. Un filotto di risultati al momento imprevedibile potrebbe cambiare tutto, riportando i nerazzurri al livello di squadre che probabilmente hanno qualcosa in più. Parlo di Entella, Pro Vercelli e Novara».

Lei è destro ma giocava da esterno sinistro, come spesso accade a Lisi: qual è secondo lei la posizione giusta per l’ex giocatore della Juve Stabia?

«Lisi ha grande facilità di corsa. Secondo me attacca partendo troppo alto e quindi eccessivamente vicino all’avversario diretto. Dovrebbe lanciarsi da più indietro, avendo così campo a disposizione per poter superare la marcatura. È destro e quindi da destra ha maggiore facilità nel crossare».

Non crede che fra i difensori del Pisa manchi un elemento rapido in grado di recuperare sugli avversari?

«Il Pisa ha giocatori intelligenti, che sanno compensare. Non credo che il problema sia la mancanza di rapidità. È una questione di gruppo: secondo me i calciatori hanno pagato il fatto che alcune grandi squadre non dovevano partecipare al campionato ed invece poi sono rimaste in C». —

Massimo Berutto

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