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serie c 

Carlo Nesti: «Avrei preferito un Pisa meno arrabbiato»

Andrea Chiavacci
 Carlo Nesti: «Avrei preferito un Pisa meno arrabbiato»

Il noto giornalista è dirigente dell’Albissola che domenica affronterà  i nerazzurri all’Arena. «Arriviamo alla sfida con lo spirito della formica»

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La matricola Albissola scenderà per la prima volta nella sua storia all’Arena Garibaldi con un testimonial mediatico d’eccezione come Carlo Nesti, suo dirigente.

Nesti, come arriva la squadra ligure a questo appuntamento?

«Con lo spirito della formica, consapevoli dei nostri limiti. Siamo contenti per le 3 vittorie nelle ultime 4 partite, ma la strada per la salvezza è ancora lunga. Per fare bene in palcoscenici del genere servono umiltà e prudenza».

Dopo la sconfitta di Carrara che Pisa si aspetta?

«Alla luce della forza dei nerazzurri avremmo preferito affrontare una squadra meno arrabbiata».

Non poter giocare nel vostro stadio è un po’ il cruccio di questo avvio di stagione?

«Ringraziamo l’Entella che ci sta ospitando, ma per noi ogni domenica è una trasferta. Dopo la tragedia del ponte Morandi impieghiamo anche 4 ore per arrivare a Chiavari».

Sono all’orizzonte soluzioni alternative?

«Probabilmente da gennaio giocheremo al Bacigalupo di Savona, molto più vicino a casa nostra, ma l’Albissola tra i suoi progetti ha la ristrutturazione dello stadio di Luceto. Se ne riparlerà a fine stagione».

Come è nata la sua collaborazione con la società del patron Gianpiero Colla?

«Grazie al team manager dell’Alassio, Fabio Ferrando, che è passato all’Albissola e mi ha chiesto se mi interessava fare il testimonial mediatico come nei quattro anni precedenti ad Alassio, città dove vado in vacanza fin da ragazzino. Con noi c’è anche l’allenatore Amedeo Di Latte, che ha portato l’Alassio dalla Terza categoria alla Promozione e ora è il vice di Claudio Bellucci».

Come viene vissuto il calcio ad Albissola?

«Con grande spontaneità e semplicità. L’Albissola è una società virtuosa che non fa mai il passo più lungo della gamba. La soddisfazione più bella ce la siamo tolti eliminando la Juventus Under 23 in Coppa Italia. È stata una grande festa per tutti».

È favorevole alle squadre Under 23?

«È un ottimo esperimento, mai sottolineato in maniera positiva. Per i giovani della Juventus è un campionato molto allenante e il fatto che i bianconeri siano in difficoltà ne è la testimonianza. Mi auguro che anche altri grandi club seguano l’esempio della Juventus».

Una serie C che però resta un campionato caotico...

«I controlli di carattere economico devono essere fatti prima dell’inizio del campionato. È assurdo arrivare a novembre con una situazione così».

Ci sono ricette da cui Ghirelli e Gravina dovrebbero partire per rilanciare il calcio italiano?

«Servono regole certe e il rispetto di queste. Non si possono ripetere casi come quello della Virtus Entella, che fino a poco tempo fa si allenava senza conoscere il proprio destino».

Che ricordo ha della Pisa calcistica degli anni Ottanta?

«Impossibile dimenticare Romeo Anconetani. Al Processo del lunedì mi divertivo a montare le immagini quando spargeva il sale in campo. Non c’era solo simpatia, ma soprattutto grandissima competenza. Lui e Rozzi mancano tantissimo al calcio italiano. Romeo ha avuto il grande merito di aver tenuto in alto il Pisa senza nessun grande finanziatore alle spalle quando in Italia giocavano i più forti al mondo. Per certi versi accosto Romeo al grande Boniperti». —



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