Sicurezza
Nessuna pietà dagli arbitri fin dall’inizio
In Pisa-Cuneo manca un rigore clamoroso su Lisi (ma non conta per il risultato); in Piacenza-Pisa i padroni di casa passano in vantaggio con un rigore (più espulsione di Buschiazzo) inventato dal...
In Pisa-Cuneo manca un rigore clamoroso su Lisi (ma non conta per il risultato); in Piacenza-Pisa i padroni di casa passano in vantaggio con un rigore (più espulsione di Buschiazzo) inventato dal direttore di gara per un fallo nettamente fuori area; in Entella-Pisa sull’1-0 il portiere ligure agguanta Lisi per un piede e se lo porta praticamente a casa, impunito. A Carrara mancano al Pisa non uno ma due rigori netti; l’1-0 arriva con Tavano in clamoroso fuorigioco davanti a Gori (a che cosa pensava il secondo guardalinee?) e più tardi Caccavallo già ammonito dà una gomitata “gratis” a Liotti sotto gli occhi del primo assistente.
Sono gli episodi più “netti” fra le troppe sviste arbitrali a sfavore - e nessuna a favore - notate sinora. Ma attenzione, questa non è un’attenuante: le grandi squadre (“grandi” per le rispettive categorie, è chiaro) riescono a farsi rispettare anche dagli arbitri perché danno, a loro e agli avversari, l’idea di “un brutto animale” come diceva tempo fa Dino Pagliari. Questo Pisa no. —
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