Il Tirreno

Pisa

Ma il Pisa dov’è? Gara da incubo Nerazzurri battuti e umiliati

Antonio Scuglia

Quattro gol e due rigori sbagliati per la Carrarese, la rete della bandiera di Gucher arriva appena prima del fischio finale

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carrara. Finisce con il pubblico nerazzurro che intona il coro «Ma il Pisa dov’è?», mentre Moscardelli e compagni si recano sotto la curva. Il risultato del campo è 4-1, ma pur nella sua pesantezza non rende sino in fondo la sensazione di impotenza e di inadeguatezza data dai nerazzurri per tutta la partita: il gol della bandiera è stato segnato da Gucher nell’ultima azione del match, che l’arbitro ha chiuso addirittura in anticipo oltre che senza dare recupero.

Ma soprattutto ai quattro gol dell’indiavolata squadra di Baldini vanno aggiunti due rigori sbagliati da Tavano, un incrocio dei pali colpito di testa da Luca Ricci ed un paio di interventi salvavita di Gori. Una disfatta, insomma. Totale e senza attenuanti perché la Carrarese è stata superiore per organizzazione di gioco, cifra tecnica dei singoli, qualità fisiche ed anche agonismo (il Pisa ha chiuso la partita con due ammoniti, entrambi per proteste). La squadra di D’Angelo ha perso con tutti i reparti, ma è stata la difesa a mostrare i limiti più imbarazzanti. In una partita di calcio professionistico, e tra due squadre della stessa serie, è difficile pensare che più volte gli attaccanti di una siano lasciati totalmente soli in area piccola, ma allo Stadio dei Marmi è successo anche questo.

Carrarese-Pisa era già una partita nata male, con un ridicolo balletto stadio aperto-porte chiuse-porte aperte solo ad un po’ dei tifosi locali. Alla fine il sindaco di Carrara ha aperto anche alla tifoseria ospite, ma “alla fine” significa davvero “alla fine”, cioè venerdì sera. Tanto che molti fans nerazzurri hanno polemicamente rinunciato alla trasferta.

I quattrocento che invece sono arrivati a Carrara hanno passato un pomeriggio orribile, assistendo ad una specie di duello western dove i cattivi avevano la pistola ed “i nostri” erano disarmati.

rigori e gol

Al minuto undici Carissoni in mischia viene messo giù da Brignani: rigore per Tavano, ma Gori intercetta tuffandosi sulla sua destra.

Il fortino del Pisa, fatto di compensato, resiste fino al 26’ quando Maccarone entra dalla sinistra, serve Tavano tutto solo nell'area piccola, Gori respinge con un grande intervento, ma la palla arriva sul secondo palo dove Caccavallo, solo pure lui, mette in porta.

Il Pisa accusa il colpo; al 32' Rosaia entra in area e subisce un fallo di Brignani, con il rigore ancora battuto da Tavano che calcia alto con uno cucchiaio evitabile. Cinque minuti dopo però Caccavallo serve il bis: ancora cross di Maccarone da sinistra, il suo compare appostato nel solito luogo insacca di testa indisturbato.

Nella ripresa il Pisa cerca di reagire per qualche minuto (bel salvataggio di Borri su punizione di Moscardelli al 2’), poi si sdraia. Luca Ricci prende la mira al 15’ (incrocio dei pali di testa), Piscopo al 24’ e Mobilio al 37’ arrotondano contro una difesa al rallentatore. Un bel destro di Gucher al 45’ soddisfa solo chi aveva giocato il “Goal” o l’Over 4.5 in sala scommesse, ma non cambia niente in una giornata umiliante.

un rigorino c’era...

Anche il modestissimo arbitro genovese Marcenaro ci ha messo del suo. Al 24’, sullo 0-0, ha chiuso gli occhi su un fallo di mano di un difensore carrarese nella propria area; e al 43’ ha lasciato correre, sempre in area, prima una clamorosa trattenuta di Karkalis su Cernigoi e poi un tocco di mano a terra dello stesso giocatore dopo che l’attaccante pisano, chissà poi perché, si era incaponito a proseguire l’azione invece di andare giù quando neanche Baldini se la sarebbe sentita di ignorare un fallo così evidente. Ma lo diciamo solo qui, perché non è davvero il caso di cercare alibi. Una gara speciale giocata dalla Carrarese (che non batteva il Pisa dal 1964) con una maglietta speciale: quella orange a tema che la squadra ha indossato nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’unica immagine bella che ci resta, insieme a quella delle due tifoserie: grande rispetto reciproco e grande attaccamento ai rispettivi colori sociali.

Ora bisognerà che questo attaccamento lo dimostri anche il Pisa, fin da domenica prossima in casa (ore 16.30) contro l’Albissola. —

Antonio Scuglia



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