Gioco
Baldini: la serie B? Non mi basta Io voglio portare la Carrarese in A
«Il calcio è un mondo di ipocriti: io sono a parte e dico le cose come stanno». Derby, messe da parte le polemiche dell’anno scorso: «Per me è una partita»
pisa. «Il calcio è un mondo di ipocriti: io sono a parte e dico le cose come stanno. Sogno in grande. Ai ragazzi dico che dobbiamo andare il più in alto possibile, che non voglio la B ma la Serie A. E se gli altri ridono, a me non interessa». Così Silvio Baldini, allenatore della Carrarese, intervistato da tuttoc.com.
Baldini non torna sulle polemiche dell’anno scorso, quando il Pisa vinse in rimonta allo stadio dei Marmi grazie anche a un pallone non restituito da Eusepi: la sfida con il Pisa, un derby sentito, «per me è una partita di calcio. Questo aspetto lo vive il tifoso. Io devo stare attento a come preparare la partita e cercare i loro punti deboli». Un mese fa in effetti ci fu un replay, in occasione di Carrarese-Novara: il centravanti (ora in prestito ai piemontesi: ha segnato anche ieri, nella vittoria per 2-0 ad Arzachena), che era appena entrato, al 15’ st ha litigato col mister giallazzurro il quale è stato espulso.
Ma torniamo a Baldini, che allo stesso portale svela il segreto della Carrarese: «Semplicissimo. Si allenano e lo fanno con intensità. Sono professionisti, mangiano bene, riposano e lavorano duro. E lo fanno al 100% per uno stipendio da giocatore di Lega Pro: se si mette passione e professionalità nel proprio lavoro, non occorre avere tanti soldi. Basta essere innamorati del proprio mestiere».
E i giocatori «vedono in me un punto di riferimento importante e solido. E che segue la sua coscienza. Io sono nato libero: non ho mai dato ascolto a genitori, fidanzate e mia moglie, ma ho sempre seguito la mia anima. Quando ci riesco, non ho rimpianti. Invece quando ho dovuto gestirmi, ho sempre fatto fatica». — A.C.
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