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tifosi infuriati 

Binari occupati, la denuncia arriva dopo 2 anni

A.SC.
Binari occupati, la denuncia arriva dopo 2 anni

La protesta andò in scena nell’agosto del 2016 in concomitanza con le difficilissime trattative sulla cessione della società

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PISA

Nella ripresa della gara Pisa-Olbia, in curva Nord sono stati esposti diversi striscioni di protesta.

Due di questi riguardano casi nazionali: l’assoluzione dei carabinieri coinvolti nella morte di Riccardo Magherini e la vicenda di Gabriele Sandri che l’11 novembre del 2007 fu ucciso da un agente di polizia all’autogrill di Badia al Pino ad Arezzo.

Uno però era molto “pisano” e i gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti lo hanno spiegato un successivo comunicato.

Il testo del grande striscione esposto è molto chiaro: «30/08/16 Manifestazione di un’intera città/ per voi il solito pretesto per colpire gli ultras /vergognatevi».

Poco dopo la fine della partita, è arrivato il comunicato. «Anche la Questura di Pisa, - scrivono i gruppi della Curva - seppur con un po’ di ritardo, ha voluto esprimere il suo ringraziamento per la stagione di “Pisa non si piega”, l’insieme di iniziative e lotte che ha consentito ad una tifoseria e città unite di liberare Pisa dai malfattori che tenevano in ostaggio, per proprio tornaconto, la squadra di calcio».

Ricordano i tifosi: «Dalla stampa, anche nazionale, alle istituzioni, dalla gente comune al mondo del calcio, in tantissimi hanno tributato applausi per la costanza, la coerenza e la coesione dimostrate dal tifo organizzato neroazzurro; la Questura ha voluto distinguersi, iniziando a tributare denunce, a pioggia, per l’occupazione temporanea e pacifica di due binari marginali della Stazione di Pisa, un atto puramente simbolico che non ha danneggiato nessuno, né fatto sopprimere treni o causato ritardi, semmai lo spostamento di un paio di convogli da un binario all’altro. Questo non per giustificarsi ma perché è così, in tutte le nostre iniziative massimo rispetto per le persone che lavorano o che devono recarsi a lavorare».

Continua il comunicato di protesta degli ultras: «Chiaramente i regalini (“manifestazione non autorizzata”, “interruzione di pubblico servizio”) arrivano a Novembre 2018 e si riferiscono a fine Agosto 2016, quindi tutto il tempo necessario per far spegnere i riflettori e far dimenticare l’appoggio totale della cittadinanza verso quelle iniziative».

«Ma noi siamo sicuri- scrivono - che al solo citare “Pisa non si Piega” tutti torneranno immediatamente, con il pensiero, a quei giorni, di cui la città va ancora orgogliosa, e siamo sicuri che la solidarietà verso i ragazzi colpiti dalle denunce a orologeria sarà generale e diffusa. Il gesto “incriminato” va contestualizzato in un clima di mobilitazione generale e pacifica che non può essere ignorato, ma in attesa che si faccia giustizia e chiarezza il nostro intento è quello di sensibilizzare e avvertire il maggior numero di persone possibile: Pisa non si Piega è ancora viva, uno per tutti e tutti per uno».

La manifestazione avvenne dopo una lunghissima giornata culminata con un nulla di fatto nella trattativa per la cessione dell'Ac Pisa 1909.

Una trattativa finita nel caos con il tifo esasperato. E che decise di passare all'azione. Nel pomeriggio di martedì 30 agosto i supporter improvvisarono infatti una manifestazione davanti alla stazione, poi entrarono occupando alcuni binari. Si avvicinava in quel momento l'epilogo di un'altra giornata di snervante tira e molla nella trattativa tra la proprietà romana e il gruppo di Pablo Dana, più volte sull'orlo della rottura definitiva.

In quei giorni altre manifestazioni e assemblee furono fatte nei pressi dell’aeroporto e alla stazione Leopolda, sempre con la partecipazione sia dei gruppi organizzati del tifo sia di altri sportivi e cittadini. —

A.SC.

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